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Roma, il Verona è retrocesso ma resta una trappola: come Gasperini può blindare la Champions

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La Roma arriva all’ultima giornata con un solo obiettivo: chiudere il discorso Champions League senza dover dipendere dagli altri campi. La trasferta del Bentegodi contro un Hellas Verona già retrocesso può sembrare, almeno sulla carta, la partita ideale per completare il lavoro. Ma è proprio questo il rischio più grande.

Perché il Verona ha vissuto una stagione disastrosa nei numeri, ma non nelle prestazioni. E soprattutto perché le squadre senza più nulla da perdere, nell’ultima giornata, possono diventare molto più pericolose di quanto racconti la classifica.

Verona retrocesso, ma capace di fermare le big

Gli scaligeri salutano la Serie A dopo sette stagioni consecutive nella massima categoria. I numeri sono impietosi: appena 21 punti, tre vittorie in tutto il campionato, il secondo peggior attacco della Serie A e una difesa che ha incassato quasi sessanta gol.

Eppure, nel corso della stagione, il Verona ha spesso trovato energie inattese proprio contro le grandi squadre. Pareggi contro Juventus, Inter e Napoli, oltre alla vittoria contro l’Atalanta, raccontano una squadra che, quando può abbassarsi e ripartire, riesce ancora a creare problemi.

Il cambio in panchina con l’esonero di Paolo Zanetti e l’arrivo di Paolo Sammarco non ha invertito la rotta, ma ha restituito almeno un minimo di compattezza e orgoglio a un gruppo che proverà a chiudere davanti al proprio pubblico con una prestazione dignitosa.

Dove il Verona può mettere in difficoltà la Roma

La squadra veneta continuerà probabilmente a difendersi con blocco basso, cercando densità centrale e linee strette per sporcare il palleggio romanista. In questo contesto sarà fondamentale la qualità tecnica dei giocatori offensivi di Gasperini.

Il principale pericolo resta Gift Orban, attaccante rapido e aggressivo che, pur in una stagione negativa, è riuscito comunque a diventare il miglior marcatore della squadra. Attenzione anche agli esterni e soprattutto alle seconde palle e ai calci piazzati, situazioni in cui il Verona prova spesso a costruire le proprie occasioni.

Un altro aspetto da non sottovalutare sarà la fisicità. Il Verona gioca partite molto sporche sul piano dei duelli individuali, cercando di interrompere il ritmo e trascinare l’avversario dentro una gara nervosa e frammentata.

Come la Roma può vincere la partita

Per evitare complicazioni, la Roma dovrà fare esattamente il contrario: alzare subito il ritmo e imporre superiorità tecnica e territoriale sin dai primi minuti.

La squadra di Gasperini ha dimostrato nelle ultime settimane di stare bene fisicamente e mentalmente, soprattutto quando riesce a recuperare alto il pallone e attaccare immediatamente gli spazi. Contro un Verona che fatica enormemente quando viene schiacciato nella propria area, sarà fondamentale muovere rapidamente il pallone e sfruttare le corsie laterali.

Il Dybala visto contro la Lazio, un ritrovato ma intermittente Soulé e soprattutto Malen possono fare la differenza soprattutto nell’uno contro uno, mentre gli inserimenti delle mezzali, Pisilli su tutti, e dei quinti (al netto della pesante squalifica di Wesley) potrebbero mettere in crisi una difesa che soffre tantissimo i movimenti senza palla.

La chiave, però, sarà soprattutto mentale. Perché il Verona giocherà leggero, senza pressione, mentre la Roma avrà addosso tutto il peso dell’agognato approdo in Champions League. Segnare presto cambierebbe completamente la partita, obbligando gli scaligeri ad aprirsi e concedere spazi. Sembra una banalità ma gli scaligeri tendono a crollare proprio nel momento sono costretti a fare la partita.

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