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Roma, sveglia!

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Meno di sette giorni all’inizio del ritiro. Campagna abbonamenti delineata e presentazione della prima maglia il 22 luglio, giorno del novantanovesimo compleanno. In casa Roma c’è tutto per partire alla grande. Tutto a parte… i calciatori. Mettendo da parte l’infinita telenovela Greenwood, che più va avanti e più rischia di ingolfarsi con il possibile ingresso di altre pretendenti, a tenere banco sono i rinnovi di Zeki Celik, Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini.

I tre giocatori, secondo svariate fonti, hanno raggiunto da tempo un accordo di massima per rimanere in giallorosso per volontà di Gasperini, ma non si vede l’ombra di annunci ed il tempo passa inesorabilmente. È arrivato D’Amico, emanazione del tecnico sul mercato, ma tra nomi esotici (un centinaio fin’ora) e un mercato appena iniziato, la priorità è quella di mettere a disposizione quantomeno i tre giocatori attualmente svincolati dal primo giorno in cui il gruppo squadra si ritroverà a Trigoria.

Mai come quest’anno la voglia di vedere una Roma ambiziosa, grazie al terzo posto dello scorso anno, è palpabile. Il centenario si avvicina, il grande spauracchio del 30 giugno e delle cessioni “necessarie” sembra alle spalle (a meno di proroghe Uefa di cui non si è a conoscenza) e presentarsi con la possibilità di presentarsi con il vestito di gala nelle notti di Champions è un’opportunità troppo golosa per partire con il piede sbagliato. E allora si riparta dalla certezza di qualche comunicato, che ponga le fondamenta per costruire la prossima stagione dai giocatori che hanno aiutato la Roma ad arrivare in Champions.

Non ci saranno i prestiti, che non hanno lasciato il segno e sono stati rispediti al mittente, non ci saranno i giocatori che hanno partecipato al Mondiale (che torneranno alla spicciolata) ed il rischio però è che non ci siano neanche tre giocatori che per motivi diversi in questa Roma ci possono stare. Celik per abnegazione ed impegno, Dybala per classe sopraffina e leadership tecnica evidente. Pellegrini si sta rivelando invece un discorso controverso. Molti considerano chiusa la sua esperienza nella Capitale o pensano che non sia adatto al gioco di Gasperini. Altri sono però convinti, e tra questi sicuramente il tecnico, che l’identità della squadra, la capacità di far capire cosa voglia dire giocare nella Roma passino proprio da lui, da Mancini e da Cristante.

Dunque in questo momento gli scenari sono due: o la Roma ha già pianificato i comunicati dei rinnovi trincerandosi dietro al consueto silenzio oppure sta giocando d’azzardo con il rischio di perdere almeno uno dei tre fronti aperti. Che sia Dybala, Celik o Pellegrini non è dato sapere.

L’ultima certezza che si ha è che mancano cinque giorni per dare a Gasperini una parvenza di squadra con cui lavorare sin dal 13 luglio, altrimenti le risorse a disposizione dell’allenatore saranno veramente poche. L’immobilismo in questa settimana è un opzione che non si può contemplare. Sveglia, Roma.

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