Il caso Balogun si arricchisce di un nuovo capitolo destinato a far discutere. Dopo le indiscrezioni del New York Times sui contatti tra Donald Trump e Gianni Infantino, è stato lo stesso presidente degli Stati Uniti ad ammettere pubblicamente di essere intervenuto sulla vicenda.
Trump: “Sì, ho chiesto una revisione alla FIFA”
Parlando dell’espulsione di Folarin Balogun contro la Bosnia, Trump ha difeso apertamente l’attaccante statunitense: “Ho visto l’azione e sono una persona che ama lo sport… quello non era un fallo. Non era nemmeno un’infrazione… Questo arbitro è un po’ sospetto, se guardate il suo passato. Ha preso una decisione che nessuno riusciva a credere… Lui è il nostro miglior giocatore, o uno dei nostri migliori giocatori. E gli ha mostrato un cartellino rosso. Non sapevo cosa significasse… Sì, ho chiesto una revisione alla FIFA.“ Una dichiarazione destinata ad alimentare ulteriormente le polemiche dopo la decisione della FIFA di sospendere la squalifica automatica di Balogun.
Trump on Balogun: "I saw the play, and I'm a person that loves sports … that wasn't a foul. That wasn't even an infraction … this referee, who is a little bit suspect if you check his past. He made a call that nobody could believe … he's our best player, or one of our best… pic.twitter.com/YfIqb1JA4u
— Aaron Rupar (@atrupar) July 6, 2026
Il regolamento FIFA e il tema dell’interferenza politica
Nelle ultime ore è diventata virale anche una schermata che richiama un principio contenuto negli Statuti FIFA: le federazioni calcistiche devono operare senza interferenze da parte dei governi nazionali e, nei casi più gravi, la FIFA può sospendere una federazione qualora venga meno questo principio.
Va però fatta una distinzione importante. Il regolamento tutela l’autonomia delle federazioni nazionali, non disciplina automaticamente ogni dichiarazione o telefonata di un capo di Stato. Perché possano scattare eventuali provvedimenti servirebbe dimostrare che vi sia stata una reale e indebita interferenza nell’attività degli organi federali o disciplinari, non semplicemente un contatto o una richiesta di riesame.
Resta il fatto che l’ammissione di Trump, unita alle rivelazioni del New York Times, ha inevitabilmente rafforzato i dubbi sollevati da Belgio e UEFA sulla gestione del caso Balogun, trasformando una vicenda disciplinare in un caso politico-sportivo di portata internazionale.








