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Derby Roma-Lazio, esplode il caos: “Viviamo in un Paese ridicolo”

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Il derby Roma-Lazio continua a trasformarsi in un caso politico e organizzativo nazionale. Dopo giorni di tensioni, riunioni e ipotesi, la decisione finale è arrivata al termine del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza: la stracittadina si giocherà lunedì alle 20.45.

Una scelta che ha immediatamente acceso polemiche pesantissime attorno alla gestione della Lega Serie A, accusata di aver sottovalutato la contemporaneità tra il derby capitolino e la finale degli Internazionali di tennis al Foro Italico.

Il Prefetto difende la scelta

Come riportato da Repubblica, il prefetto Lamberto Giannini ha spiegato che il rinvio è stato deciso principalmente per motivi di ordine pubblico, considerando sia l’enorme afflusso previsto per il torneo di tennis sia la protesta annunciata dai tifosi laziali all’esterno dello stadio Olimpico.

Il piano sicurezza prevederà infatti un controllo rigidissimo delle aree considerate più sensibili attorno allo stadio, da piazza Mancini fino a ponte Duca d’Aosta, per evitare contatti tra le tifoserie.

Nonostante il ricorso annunciato dalla Lega Serie A al Tar, Giannini ha difeso la legittimità della decisione, sottolineando come la collocazione serale in un giorno feriale sia stata ritenuta la soluzione migliore per limitare il più possibile l’impatto sulla mobilità cittadina.

“Siamo un Paese ridicolo”

Durissime anche le reazioni del mondo politico romano. Tra gli interventi più pesanti c’è stato quello del segretario del Pd Roma, Enzo Foschi, che ha attaccato frontalmente la Lega calcio.

“La scelta della Lega calcio di programmare il derby di Roma lo stesso giorno e quasi in coincidenza con la finale degli Internazionali ci fa capire la loro qualità intellettuale”.

Foschi ha poi rincarato ulteriormente la dose parlando dell’incertezza generata nelle ultime ore: “Non siamo ancora certi di quando si giocherà, ma siamo tutti certissimi di vivere in un Paese ridicolo”.

Critiche sono arrivate anche dal presidente della Regione Francesco Rocca, da Paolo Cento e dall’assessore Alessandro Onorato, che hanno definito incomprensibile la gestione della vicenda, ribadendo come la sicurezza della città debba avere priorità assoluta rispetto alle esigenze televisive e commerciali del calcio.

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