Il tempo stringe, perché la Roma tra un mese esatto inizierà il campionato di Serie A: quello che dovrebbe fare da scivolo all’anno del Centenario, quello che dovrà convivere con un ritorno in Champions League atteso da sette, lunghissimi, anni. La squadra con cui sta lavorando Gasperini è identica allo scorso anno.
Nessun arrivo, neanche di contorno. Summerville sarebbe dovuto essere il primo tassello, il fiore all’occhiello, il giocatore in grado di tappare quella falla sull’esterno di sinistra che ormai è diventata atavica. Purtroppo non è andata bene, per negligenza della Roma nelle tempistiche forse, di certo perché l’offerta dell’Al Hilal è stata completamente fuori scala e ha fatto saltare il banco.
Perso l’olandese dopo Greenwood, ora D’Amico si trova a dover tappare le falle di una squadra incompleta. Con l’addio di Celik (terzo schiaffo di questa estate… diesel) la squadra necessita di un esterno sinistro di livello, un centrocampista per completare il reparto, una punta che possa far rifiatare Malen e almeno due esterni (possibilmente anche tre).
E allora non si tratta più soltanto di “reattività”, adesso si sta sconfinando nell’emergenza. Ieri il direttore sportivo osservava la squadra contro il Trastevere. Forse per farsi un’idea, forse per conoscere giocatori che dal vivo non ha mai visto. La certezza, a prescindere da nomi altisonanti o meno fatti in queste ore, è che non è più tempo di andare ad inseguire soltanto un obiettivo fino a Canossa. Serve aprire più tavoli, muoversi su più trattative allo stesso tempo. Il colpo ad effetto può arrivare? Certamente, ma senza trattative estenuanti e bracci di ferro di settimane.
Le attenzioni, lo dice il tempo, non possono più essere focalizzate su un solo giocatore. Ora bisogna andare a prendere quello che serve per dare a Gasperini una rosa più completa e profonda, e bisogna farlo portando avanti trattative parallele, scrutando piani A, B e C per ogni ruolo in cui è stata individuata una falla. E possibilmente depistando noi media, coprendo gli obiettivi, evitando azioni di disturbo.
In poche parole D’Amico deve farci fare la figura degli scemi, deve depistare tutto l’ecosistema che si muove intorno al mercato della Roma, deve ridurci allo stupore di tutti quando è stato annunciato Mourinho dopo trattative ultra segrete. Gliene saremmo grati e accetteremmo di buon grado il ruolo, se servisse a costruire una Roma migliore.





