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La Roma sa vincere anche quando non brilla: è questo il segnale più importante

torino roma

Ci sono squadre capaci di vincere soltanto quando la partita segue il copione preparato durante la settimana. Poi ci sono quelle che, progressivamente, imparano a sopravvivere anche quando quel copione viene strappato. La Roma di Gasperini sembra aver cominciato molto velocemente a percorrere questa seconda strada.

Le prime partite della stagione hanno infatti proposto scenari completamente differenti. Contro Fiorentina e Lecce si è vista probabilmente la versione più riconoscibile del progetto: pressione, aggressione alta, recupero immediato del pallone, qualità nelle combinazioni offensive e una sensazione di superiorità costruita attraverso il gioco. Due partite dominate nelle quali la Roma ha potuto mostrare ciò che vuole diventare. Poi, però, sono arrivate le complicazioni.

Dall’Atalanta a Istanbul, quando il copione cambia

Contro l’Atalanta la partita ha chiesto qualcosa di diverso. Non bastava giocare bene, bisognava continuare a crederci quando il risultato sembrava ormai indirizzato verso il pareggio. La vittoria arrivata all’ultimo respiro ha mostrato una squadra capace di mantenere lucidità e convinzione fino all’ultima azione, senza trasformare la necessità di vincere in frenesia.

Istanbul ha aggiunto un altro livello. Il Fenerbahce, la Champions, un ambiente complicato, l’infortunio di Koné, i crampi di Dybala e una gara diventata progressivamente più dispendiosa. La Roma non ha dominato, ma non si è neppure fatta trascinare dagli eventi. Gasperini ha gestito uomini ed energie e la squadra ha continuato a cercare la partita senza perdere equilibrio, portando a casa un punto che potrebbe diventare prezioso nel percorso europeo.

Infine Torino, forse la prova meno spettacolare e proprio per questo una delle più interessanti. Dopo la trasferta turca mancavano inevitabilmente brillantezza ed energie, gli uomini erano cambiati e gli automatismi non potevano essere gli stessi. Ne è uscita una partita sporca, nella quale servivano più esperienza, attenzione e capacità di soffrire che calcio scintillante. E la Roma ha vinto anche quella.

Una squadra che comincia ad avere più strade

È probabilmente questo il dato più importante dopo le prime settimane. La Roma può fare male attraverso il gioco, ma sta dimostrando di non dipendere esclusivamente dal gioco per ottenere risultati. Ha saputo dominare, vincere all’ultimo respiro, resistere in una notte europea e gestire una partita nella quale le gambe non permettevano di mantenere la solita intensità. Ogni volta il problema è cambiato e, finora, la squadra ha trovato una soluzione.

C’è naturalmente ancora moltissimo da costruire e arriveranno inevitabilmente sconfitte e momenti difficili. Ma Gasperini sembra aver aggiunto rapidamente alla propria idea di calcio qualcosa che appartiene soprattutto alle squadre mature: la capacità di capire quale partita si sta giocando e adattarsi senza perdere la propria identità. Il gioco può portare lontano. Carattere, caparbietà, esperienza e gestione possono permettere di arrivarci anche quando il gioco, per una sera, non basta. Ed è spesso così che le buone squadre cominciano a diventare qualcosa di più.

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