Come si fa a parlare di mercato in entrata in casa Roma? Come si può costruire ogni giorno una nuova “lista dei desideri” di Gian Piero Gasperini se, sopra l’allenatore, esiste un vuoto societario sempre più evidente?
A Trigoria è aperto l’ennesimo casting per il direttore sportivo, per la terza volta in soli tre anni dopo le esperienze di Ghisolfi e Massara. E allora viene spontaneo chiedersi chi stia realmente dettando la linea del futuro giallorosso.
Chi tratta Antonio Nusa? Chi manda gli scout a visionare i profili seguiti? Chi sta discutendo delle possibili cessioni necessarie per rientrare nei paletti del Fair Play Finanziario? Chi alimenta le voci sugli scambi tra Artem Dovbyk e Roberto Piccoli, tra Evan Ndicka e Teun Koopmeiners o addirittura sulle indiscrezioni che riguardano Niccolò Pisilli alla Juventus? Sono notizie vere o… veritiere?
Il vuoto dirigenziale che alimenta il caos
Tra la proprietà dei Friedkin e la guida tecnica di Gian Piero Gasperini esiste oggi una sorta di buco nero societario. Ed è probabilmente questo il motivo per cui, nell’ultima conferenza stampa, il tecnico ha quasi implorato chiarezza, non solo per sé stesso ma anche per i tifosi.
Nel frattempo compare Corbin Friedkin, figura finora rimasta ai margini e improvvisamente al centro delle cronache, mentre Dan e Ryan continuano a muoversi lontano dai riflettori. In questo contesto tutto appare sfumato, indefinito. E così molte indiscrezioni diventano credibili senza essere necessariamente vere.
Il meccanismo, in fondo, è perfetto. Nomi realistici e suggestivi, trattative affascinanti, accostamenti che attirano click e dividono la piazza. Parlare oggi di Nusa, di Alajbegovic o di Koopmeiners diventa quasi un esercizio di stile, soprattutto in un momento in cui la Roma non conosce nemmeno quale competizione europea giocherà nella prossima stagione e dunque il mercato che potrà fare sia in entrata che in uscita. La squadra è rientrata con forza nella corsa Champions anche grazie ai clamorosi passi falsi di Milan e Juventus, alimentando un quadro generale che resta appeso all’incertezza.
Tra indiscrezioni e credibilità da ricostruire
Eppure tutto viene raccontato con assoluta sicurezza: incontri, cifre, richieste, reazioni e cifre richieste da De Laurentiis per lasciare andare Giovanni Manna, contatti diretti con i Friedkin e con Gasperini. Come si arrivi davvero alla proprietà americana, che da anni appare blindata verso l’esterno, resta però un mistero.
Siamo all’ennesimo circo dell’assurdo, con una cortina di fumo che continua ad alzarsi attorno al futuro della Roma. E la speranza è che possa dissolversi presto. Non tanto per chi deve continuare a scrivere di mercato, ma soprattutto per la credibilità della società.
Perché oggi la Roma appare come una macchina potenzialmente bellissima, guidata in campo da un allenatore di altissimo livello come Gasperini, ma con un enorme problema fuori dal rettangolo verde: un mattone sull’acceleratore e, cosa ancora più preoccupante, nessuno al volante.




