Prosegue l’iter amministrativo per la realizzazione del nuovo stadio della Roma a Pietralata. Nell’ambito della Conferenza dei Servizi decisoria, il club giallorosso ha inviato le proprie controdeduzioni alle richieste avanzate dagli enti coinvolti, tra cui la Soprintendenza speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma.
L’ente aveva chiesto un’integrazione documentale, ribadendo la necessità di tutelare i resti archeologici presenti nell’area interessata dal progetto e proponendo di riportare alla luce l’intera villa romana individuata durante le indagini preliminari.
La risposta della Roma
Come riportato dal giornalista Alessio Di Francesco, la Roma ha replicato sostenendo di “aver adottato tutte le misure necessarie per evitare compromissioni dei resti” e ha chiesto alla Soprintendenza di riconsiderare la prescrizione relativa allo scavo completo della villa romana.
Secondo il club, infatti, l’area archeologica individuata non sarebbe interessata né dagli scavi né dai cantieri previsti per la costruzione del nuovo impianto, motivo per cui non vi sarebbe la necessità di riportare integralmente alla luce il sito.
L’iter va avanti
La risposta della Roma rientra nel normale confronto tecnico previsto all’interno della Conferenza dei Servizi decisoria, fase fondamentale per l’ottenimento del via libera definitivo al progetto di Pietralata.
Nelle prossime settimane gli enti coinvolti valuteranno la documentazione integrativa e le osservazioni presentate dal club, prima di esprimersi definitivamente sui vari aspetti del progetto.
L’obiettivo della Roma resta quello di proseguire senza rallentamenti verso l’approvazione definitiva del nuovo stadio, conciliando la realizzazione dell’opera con la tutela del patrimonio archeologico presente








