Quando si parla di Gianluca Scamacca alla Roma, il dibattito si concentra quasi sempre sul concetto di “vice Malen”. Una definizione che rischia però di essere riduttiva. Perché se è vero che l’olandese rappresenta oggi il punto fermo dell’attacco di Gasperini, è altrettanto vero che Scamacca possiede caratteristiche che potrebbero renderlo qualcosa di più di una semplice alternativa. Anzi, per certi versi potrebbe essere il complemento ideale.
Scamacca offre quello che a Malen manca
Malen ha dimostrato in questi mesi di essere devastante nell’attaccare la profondità, nel puntare l’uomo e nel riempire l’area con i tempi giusti. È un attaccante che vive di accelerazioni, strappi e movimenti continui. Ci sono però due aspetti del suo repertorio che non rappresentano certamente i suoi punti di forza: il colpo di testa e il tiro dalla distanza. Ed è qui che entra in gioco Scamacca.
L’attaccante romano, nel momento migliore della sua carriera vissuto proprio con Gasperini a Bergamo, ha mostrato di possedere una qualità rara nel panorama italiano. Con i suoi 195 centimetri è dominante nel gioco aereo, ma al tempo stesso dispone di una tecnica di base che gli permette di essere pericoloso anche fuori dall’area. Il suo tiro da venti o venticinque metri è un’arma che la Roma attuale possiede soltanto a intermittenza.
In una squadra che spesso si trova ad affrontare avversari chiusi e difese basse, avere un centravanti capace di vincere duelli aerei e creare pericoli da fuori rappresenta una soluzione tattica tutt’altro che secondaria. Non sarebbe quindi soltanto una questione di rotazioni. Gasperini potrebbe immaginare anche partite in cui Scamacca e Malen convivano, sfruttando la mobilità dell’olandese attorno a una punta più strutturata.
Davvero 25 milioni sono una cifra fuori mercato?
L’altro argomento riguarda il costo dell’operazione. L’Atalanta continua a chiedere circa 25 milioni di euro più bonus e molti considerano la cifra eccessiva per un giocatore reduce da stagioni complicate sul piano fisico. La domanda però può essere ribaltata. Se la Roma ha ritenuto corretto investire 20 milioni più 5 di bonus per Robinio Vaz, un ragazzo del 2008 arrivato dal Marsiglia e ancora tutto da costruire, è davvero così assurdo parlare di una valutazione simile per Scamacca?
Da una parte c’è un talento potenzialmente enorme ma ancora acerbo. Dall’altra un attaccante di 27 anni, nel pieno della maturità calcistica, che conosce Gasperini, conosce la Serie A, ha già giocato in Premier League, ha vinto un’Europa League ed è stato stabilmente nel giro della Nazionale.
Attenzione: questo non significa che Scamacca valga automaticamente 25 milioni. Significa però che quella cifra non appare così folle se rapportata al mercato attuale. Anche perché il contesto sembra favorevole. L’Atalanta non vuole arrivare alla scadenza del 2027 senza monetizzare, il giocatore spinge per tornare a Roma ed è disposto perfino a rivedere il proprio ingaggio. Condizioni che, col passare delle settimane, potrebbero modificare gli equilibri della trattativa.
Oggi la Roma ha altre priorità (Greenwood su tutti) e il nome di Scamacca non è in cima all’agenda. Ma ridurre il suo eventuale arrivo alla semplice etichetta di “riserva di Malen” rischia di essere un errore di valutazione. Per caratteristiche tecniche e tattiche, il centravanti romano potrebbe aggiungere all’attacco giallorosso soluzioni che attualmente non esistono. E forse è proprio questo il motivo per cui Gasperini lo vuole ed è arrivato ad incontrarlo ieri all’Eur. Non come alternativa, ma come tassello diverso e complementare per costruire una Roma più completa e meno prevedibile.






