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Roma, il paradosso Salah-Eddine: serve un mancino, ma l’unico in rosa è diventato invisibile

salah eddine roma

C’è un nome che curiosamente non viene pronunciato quasi mai quando si parla della Roma e della necessità di avere un’alternativa mancina sulla fascia sinistra: Anass Salah-Eddine. Ed è curioso perché il marocchino non è un ex calciatore giallorosso, né un giocatore da acquistare. È ancora un tesserato della Roma.

Il mercato si è chiuso lasciando a Gasperini una rosa forte ma non completamente aderente alle sue richieste. Tra i temi rimasti aperti c’è proprio quello della corsia sinistra, dove le caratteristiche degli uomini a disposizione obbligano l’allenatore a trovare soluzioni alternative. Eppure Salah-Eddine, 24 anni, mancino naturale e reduce dall’esperienza al PSV, sembra essere completamente scomparso dai radar. Non soltanto non gioca. È come se non esistesse nel dibattito tecnico intorno alla Roma.

Dal PSV alla Roma, senza trovare spazio

La Roma acquistò Salah-Eddine dal Twente nel febbraio 2025 investendo una cifra importante per un calciatore allora ventitreenne. Con Ranieri trovò pochissimo spazio e nell’estate successiva Gasperini ebbe modo di valutarlo prima della partenza in prestito verso il PSV. In Olanda, però, Salah-Eddine non è scomparso. Ha raccolto 25 presenze complessive con il PSV, partecipando alla stagione della squadra campione d’Olanda e giocando anche sette partite in Champions League.

Non è quindi tornato a Trigoria dopo un anno trascorso ai margini. È rientrato con minuti nelle gambe, esperienza internazionale e, soprattutto, con una caratteristica che oggi dovrebbe quantomeno renderlo interessante agli occhi della Roma: è un laterale sinistro di piede mancino. E invece niente.

Durante l’estate è rimasto ai margini del lavoro della prima squadra, non è partito per il ritiro in Galles e, una volta sfumata la possibilità di una nuova cessione, la situazione non è cambiata. L’indizio probabilmente più significativo è arrivato con la consegna della lista per la Champions League: Salah-Eddine non c’è.

Una bocciatura che meriterebbe una spiegazione

È importante fermarsi ai fatti, perché non risultano pubblicamente episodi disciplinari, litigi con Gasperini o rotture personali che possano spiegare questa situazione. Inventare un retroscena sarebbe semplice quanto scorretto. Rimane allora la spiegazione apparentemente più logica: una bocciatura tecnica. Ma è proprio la sua radicalità a rendere interessante il caso.

Un allenatore ha tutto il diritto di considerare un calciatore inadatto al proprio sistema. Gasperini, soprattutto, ha sempre costruito le proprie squadre scegliendo interpreti funzionali alle sue idee e non sulla base del prezzo del cartellino o del curriculum. Se Salah-Eddine non possiede ciò che cerca nei suoi esterni, la scelta è assolutamente legittima.

Resta però una domanda. Quanto deve essere distante il marocchino dalle richieste dell’allenatore perché la Roma, pur avendo bisogno proprio di un laterale mancino, non lo consideri nemmeno un’alternativa?

Perché Salah-Eddine non è un giovane della Primavera da testare gradualmente. Ha 24 anni, è stato acquistato a titolo definitivo, ha giocato in Eredivisie e in Champions e continua ad appartenere alla Roma. Se non può essere utile neppure nella situazione attuale, significa che la bocciatura va ben oltre una semplice questione di gerarchie.

Il giocatore che nessuno nomina

C’è infine un elemento ancora più particolare. Salah-Eddine non viene praticamente mai menzionato. Si discute delle alternative sulla fascia, degli adattamenti possibili, di ciò che manca alla rosa, ma il suo nome sembra essere uscito completamente dalla conversazione. Ed è forse questo l’aspetto più interessante della vicenda.

Non sappiamo se esista qualcosa da raccontare oltre una valutazione tecnica estremamente negativa. Allo stato attuale non abbiamo elementi per sostenerlo e sarebbe sbagliato suggerirlo. Sappiamo però che la Roma possiede un laterale sinistro mancino di 24 anni, reduce da una stagione con 25 presenze nel PSV, e che Gasperini preferisce costruire altre soluzioni piuttosto che utilizzarlo.

Perché?

È una domanda semplice. E proprio perché nessuno sembra più farsela, sarebbe interessante ascoltare finalmente la risposta della Roma.

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