La Roma gioca una partita su due fronti, entrambi decisivi per il futuro del club. Da una parte c’è il campo, con la squadra impegnata nella corsa europea e nella sfida contro la Fiorentina. Dall’altra, forse ancora più determinante, c’è il rispetto dei vincoli del Fair Play Finanziario.
Il 30 giugno rappresenta una scadenza chiave. Entro quella data, la società dovrà dimostrare di aver rispettato il Settlement Agreement firmato con la UEFA nel 2022. Un impegno che inizialmente prevedeva la realizzazione di circa 80 milioni di euro di plusvalenze. In queste settimane Frederic Massara ha lavorato senza sosta per individuare le cessioni necessarie, mantenendo contatti continui con procuratori e club interessati.
La cifra finale, però, resta variabile. Molto dipenderà anche dal piazzamento in campionato e dai ricavi europei, con la Champions ormai complicata e l’Europa League scenario più realistico.
La possibile apertura UEFA e i sacrifici necessari
Secondo quanto riportato da Il Romanista, la UEFA starebbe valutando una possibile apertura nei confronti del club giallorosso. L’ipotesi è quella di concedere uno “sconto” sotto forma di multa, riducendo così la pressione immediata sulle plusvalenze.
Una soluzione che alleggerirebbe il quadro, ma non eliminerebbe la necessità di cessioni importanti. Tra i principali indiziati figurano Mile Svilar, Niccolò Pisilli, Manu Koné ed Evan N’Dicka. Quest’ultimo rappresenta una delle operazioni più “pulite” a bilancio, ma garantirebbe solo l’80% dell’incasso a causa di una clausola sulla rivendita.
Nel frattempo, la Roma ha migliorato i propri ricavi grazie a nuovi accordi commerciali, come quelli con WizzAir ed Eurobet, e attende circa 15 milioni dai diritti TV. Tuttavia, le tempistiche di incasso restano un’incognita.





