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Roma, i crolli nel finale stanno diventando un trend: i cambi avversari fanno sempre male ai giallorossi

roma sostituti

La Roma ha un problema che va oltre i singoli episodi. Nelle ultime sei partite, i giallorossi hanno subito cinque gol da calciatori subentrati, un dato che fotografa un trend preoccupante e che sta incidendo in maniera pesante sulla corsa Champions.

Non si tratta di casi isolati. Al contrario, è una costante che si sta ripetendo con frequenza crescente. Da Alisson Santos nel 2-2 contro il Napoli, passando per Boga e Gatti nella rimonta della Juventus, fino a Vitinha con il Genoa e Douvikas nel recente ko contro il Como: tutte reti arrivate dalla panchina, tutte pesanti.

Un problema di gestione e tenuta

Il dato diventa ancora più significativo se confrontato con la prima parte di stagione. Prima della trasferta di Napoli, infatti, la Roma aveva subito un solo gol decisivo da subentrato: quello di Gaetano nella sconfitta di Cagliari.

Da quel momento in poi, però, qualcosa si è rotto. La squadra sembra perdere controllo e lucidità con il passare dei minuti, proprio quando le partite entrano nella fase decisiva. Le cause possono essere diverse: calo fisico, gestione dei cambi, ma anche difficoltà nell’adattarsi alle nuove dinamiche create dagli avversari.

Un campanello d’allarme per Gasperini

Per Gasperini si tratta di un campanello d’allarme importante e un problema da risolvere, perché il tecnico ha sempre ribadito che “quando una situazione si ripete più volte, non può più essere un caso”. L’allenatore, abituato a squadre aggressive e intense fino all’ultimo minuto, si ritrova invece con una Roma che fatica a mantenere lo stesso livello per tutta la durata della gara.

Perché mentre le altre squadre hanno riserve che migliorano lo stato delle cose, o quantomeno non le peggiorano, la Roma ha una panchina tremendamente corta, inesperta e non in grado di mantenere tasso tecnico e intensità rispetto ai titolari.

Una squadra che nelle idee del Gasp deve viaggiare ad alta intensità, ha interi reparti dove il tecnico non può mettere mano a partita in corso senza perdere le caratteristiche del suo gioco. La stanchezza fa il resto: cambi esplosivi, giocatori freschi che saltano l’uomo, mandano in affanno in maniera costante una retroguardia che arriva nei finali di gara con poco ossigeno e tanta fatica accumulata.

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