Il pareggio dell’andata lascia aperto ogni scenario nell’ottavo di finale di Europa League tra Roma e Bologna. Dopo l’1-1 del Dall’Ara, questa sera all’Olimpico si gioca il secondo atto, con un’ipotesi sempre più concreta: quella dei calci di rigore.
Il fantasma di Budapest e il ricordo Feyenoord
Se il risultato dovesse restare in equilibrio anche dopo i tempi regolamentari, si andrà ai supplementari e poi, eventualmente, ai rigori. Uno scenario che a Roma evoca ricordi contrastanti.
Impossibile non tornare alla finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool nel 1984 e quella di Budapest contro il Siviglia, persa proprio dagli undici metri, con Rui Patricio tra i pali e una serie che ha lasciato più di qualche rimpianto nell’ambiente giallorosso.
Ma c’è anche un precedente più recente e positivo: la sfida contro il Feyenoord, sempre in Europa, quando la Roma riuscì a imporsi ai rigori con Mile Svilar protagonista tra i pali.
Una variabile tutt’altro che secondaria
Ecco perché l’eventualità dei penalty non è un dettaglio, ma una variabile concreta di questa sfida. Preparazione mentale, scelta dei tiratori e affidabilità del portiere possono diventare decisivi quanto un gol nei novanta minuti.
All’Olimpico si gioca tutto. E se serviranno i rigori, la Roma dovrà dimostrare di aver imparato dal passato.






