Dovremmo essere ai titoli di coda per uno dei format calcistici meno interessanti della storia. Annunciato come rivoluzione copernicana, Open VAR nel corso di un paio di stagioni ha dimostrato di essere ciò che molti addetti ai lavori non volevano ammettere: un format post prodotto in cui gli esperti di settore se la cantano e se la suonano con scarso contraddittorio. “Vi faremo sentire l’audio delle comunicazioni tra la sala VAR Lissone e il campo”. Commento tecnico: me cojoni! Capirai, una cuccagna per i voyeur del pallone. Tutto ciò che è post prodotto perde per definizione spontaneità.
Anche un podcast, perché se hai modo di correggere una pausa di troppo, lavori di taglia e cuci. Un po’ come i docufilm tanto in voga sugli allenatori, coi discorsi alla Braveheart fomentanti privi di estemporaneità perché consapevoli, gli allenatori, di essere in favore di telecamera. Figuriamoci se a post produrre è il mondo arbitrale, storicamente chiuso rispetto all’esterno, praticamente sociopatico in ambito massmediatico.
Due stagioni televisive con i più superficiali che hanno avuto attacchi incontrollati di priapismo pensando che tale prodotto avrebbe portato migliorie al calcio e al rapporto fra utenti e mondo arbitrale. Alla chiusura di Open VAR starebbero lavorando proprio i vertici del calcio. Da sempre tifosi del medioevo comunicativo.
Ora, dimenticate Lissone e immaginate invece un format così ideato. Fine partita: due allenatori e l’arbitro riuniti davanti alle telecamere, col monitor davanti e nessun altro attorno o a interagire da studio. Al massimo il microfonista. Zero conduttori, zero valletti, zero vallette, nessun ex calciatore o ex arbitro, nessun presunto esperto di materia arbitrale. Zero. Soltanto il microfonista e semmai il tecnico del suono. Per la telecamera basta un cavalletto. Inquadratura fissa. Cinque minuti a fine partita. Tre persone: i due allenatori e l’arbitro.
A chiarirsi, a confrontarsi, forse anche a scontrarsi, rivedendo le immagini e commentandole, da uomini di campo quali sono. Competenti ma fallibili. Senza interferenze di gente in studio che si sente in dovere di spiegare con prosopopea SPA e step on foot manco ti stesse svelando i segreti chimici di Walter White quando cucina metanfetamina.
La vera rivoluzione.





