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Arbitri nel caos, accuse pesantissime: Rocchi indagato, spunta la “bussata” al VAR

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Il calcio italiano si ritrova ancora una volta sotto la lente della giustizia ordinaria. Il sistema arbitrale di Serie A e Serie B è infatti nel mirino della Procura di Milano, che ha aperto un fascicolo per frode sportiva. I primi a comparire davanti al pubblico ministero Maurizio Ascione saranno Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, entrambi destinatari di un avviso di garanzia e autosospesisi nei giorni scorsi.

L’indagine nasce dall’esposto presentato nel maggio 2025 dall’ex assistente Domenico Rocca, che in una lunga missiva inviata alla Commissione arbitri nazionale aveva denunciato presunte violazioni dei principi di lealtà, correttezza e trasparenza nelle designazioni e nelle valutazioni arbitrali.

Dalla “bussata” al VAR ai casi sotto accusa

Nelle quattro pagine della lettera, Rocca elenca diversi episodi ritenuti sospetti. Il più noto riguarda Udinese-Parma del primo marzo 2025, con la presunta “bussata” di Rocchi alla sala VAR di Lissone per indirizzare la decisione verso l’assegnazione di un calcio di rigore.

Ma non è l’unico caso citato. Sotto osservazione anche Inter-Roma del 27 aprile 2025, con un presunto rigore non concesso ai nerazzurri per trattenuta su Bisseck, e un episodio in Milan-Atalanta, caratterizzato da un grave errore di fuorigioco segnalato.

Rocca, nella sua denuncia, lascia intendere che questi siano solo alcuni esempi: “Da inizio stagione ne potrei raccontare tantissime”, scrive, annunciando ulteriori dettagli da portare nelle sedi competenti.

Le accuse: designazioni e presunti condizionamenti

Le contestazioni mosse a Rocchi sono particolarmente gravi. Oltre al presunto intervento in Udinese-Parma, gli inquirenti ipotizzano un possibile condizionamento nelle designazioni arbitrali, tra cui una partita dell’Inter a Bologna del 20 aprile 2025.

Non solo. Al centro dell’indagine ci sarebbe anche un presunto accordo, avvenuto il 2 aprile 2025 a San Siro, per evitare che l’arbitro Daniele Doveri, ritenuto “poco gradito”, dirigesse gare dei nerazzurri nella fase decisiva del campionato.

La Procura federale e quella ordinaria sono ora chiamate a fare piena luce su una vicenda che rischia di minare la credibilità dell’intero sistema. Perché, al di là delle responsabilità individuali, è l’equilibrio stesso del calcio italiano a essere finito sotto processo.

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