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SPUNTO E A CAPO: LA GENEROSITÀ DI DYBALA

spunto e a capo dybala

Poteva tornare in Argentina, volendo avrebbe comunque trovato sistemazione nella penisola araba, ha deciso di dare continuità all’esperienza romana, da uomo maturo, oltre che da calciatore ancora oggi più forte della Serie A. Paulo Dybala non ha più mondiali da rincorrere, commissari tecnici da convincere, negoziazioni da cui trarre pluriennali a cifre enormi da raggiungere. Ha piena consapevolezza, in via definitiva, del suo ruolo nella Roma, e questo ruolo gli piace assai.

La sintonia con Gasperini

Gasperini, al pari dei predecessori, lo manda sempre in campo quando sta bene, c’è grande complicità fra l’argentino e il tecnico. Che non ha la necessità di toglierlo per preservarlo, perché atleticamente, quando Dybala sta bene non è a rischio infortunio per affaticamento. I suoi guai non danno preavviso e non sono preceduti da indizi, da avvisaglie, non sono causati dall’usura. Quindi, quando Dybala sta bene, gli allenatori lo mandano in campo fin quando ne ha.

Un campione al servizio di Malen

Avrete notato che contro la Fiorentina si è messo totalmente al servizio di Malen, perché a parte cercare il gol a inizio match, ha dato la sensazione che volesse fare battere all’olandese il record di Pruzzo di gol in una sola partita, che il Bomber fissò a cinque, contro l’Avellino, nel 1985-86. Un Dybala libero da incombenze, voglioso soltanto di giocare quelle partite che troppo spesso la sfortuna e un corpo incline agli stop gli hanno negato. Una versione matura di un calciatore fenomenale.

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