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Roma, De Roon: «Sapevo delle tensioni con i tifosi. Gasperini? Contano i fatti»

De Roon racconta il suo arrivo a Roma e il suo rapporto con Gasperini

Marten De Roon si racconta in una lunga intervista rilasciata a Idealista.it, ripercorrendo il suo trasferimento alla Roma, il rapporto con Gian Piero Gasperini e l’accoglienza ricevuta nello spogliatoio giallorosso. Il centrocampista olandese parla anche delle vecchie tensioni social con i tifosi romanisti, della vita nella Capitale e della possibilità di stabilirsi definitivamente in città.

De Roon: il trasferimento alla Roma e il rapporto con Gasperini

Il trasferimento alla Roma è stato complicato anche per i precedenti con la tifoseria giallorossa?

«Quando mi ha chiamato il mister già sapevo che sarebbe stato un passaggio difficile, un po’ per la storia di Roma e Atalanta, un po’ per la storia sui social con la Roma; ma a un certo punto avevamo deciso, non ho avuto dubbi. È poi il campo a parlare. Non ho avuto dubbi, volevo dimostrare in campo la mia volontà di essere qui. Lo dimostra anche Gasperini, contano i fatti, c’è tempo».

Come descriverebbe Marten De Roon dentro e fuori dal campo?

«In due modi diversi. In campo voglio vincere a tutti i costi. La mia qualità principale, quello che mi piace fare, è vedere il gioco, tatticamente sono preparato, è la mia forza: vedo dove possiamo attaccare bene, dove difendere meglio, dal centrocampo mi piace gestire la squadra, chiamare le marcature. Fuori dal campo mi piace scherzare, parlare, osservare soprattutto. Mi piace provare a dare una mano ai miei compagni; sono un professionista, anche fuori dal campo cerco di essere d’aiuto, alla mia età e con la mia esperienza».

Che rapporto ha con Gasperini dopo tanti anni trascorsi insieme all’Atalanta?

«Abbiamo fatto 8 anni insieme, abbiamo vissuto il periodo più bello con l’Atalanta, abbiamo fatto tante battaglie insieme e l’ho sempre ringraziato. Il rapporto è soprattutto professionale, se è il tuo allenatore non lo vedi durante la settimana fuori dal campo. Lo scorso anno ogni tanto mi chiamava, mi ha chiesto di Malen, ma voleva più che altro una conferma, era già convinto. Non avevo dubbi. Sta facendo abbastanza bene, no?» (ride, ndr).

Lo spogliatoio della Roma e la vita nella Capitale

Come è stato accolto dai nuovi compagni? Che ambiente ha trovato?

«Sono in tanti a essere simpatici. Sto ancora cercando il mio ruolo, quindi non scherzo tantissimo, ma l’ambiente è sano, mi sembra uno spogliatoio “facile”. Anni fa pensavo fosse uno spogliatoio molto difficile, anche giocandoci contro; adesso sono entrato e ho visto che è sano, caldo, accolgiente. Conoscevo già qualcuno, ovviamente Malen, Rensch, Mancini, Gollini, Cristante. Questo aiuta ovviamente, ha reso le cose più semplici».

Chi lo ha aiutato maggiormente durante il trasferimento e nella ricerca di una casa?

«Ho sentito i ragazzi qui nello spogliatoio, Pellegrini mi ha aiutato a conoscere la città, mi ha dato una mano per tantissime cose, insieme alla società».

Come si trova a vivere a Roma?

«Negli ultimi quattro anni sono stato spesso qua a Roma. Il clima è meraviglioso, mi è piaciuta sempre la città, c’è tanta cultura, il cibo è incredibile. Viverci è diverso. Abito un po’ fuori, il traffico la mattina è diverso, ma mi piace molto».

Potrebbe immaginare di rimanere a vivere nella Capitale anche dopo la carriera?

«Al momento penso al campo, non ci ho pensato, ma in futuro perché no? Roma è la città più bella del mondo, con calma ci pensiamo».

Fonte: Idealista.it

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