La possibile cessione di Neil El Aynaoui non sarebbe una normale operazione di fine mercato. Sarebbe qualcosa di più: probabilmente l’ultimo capitolo della cancellazione quasi completa della Roma costruita appena un anno fa da Frederic Massara.
Il centrocampista marocchino è finito concretamente nel mirino del Crystal Palace. Nicolò Schira ha riferito di una prima offerta ufficiale degli inglesi impostata sulla base di un prestito con diritto di riscatto destinato a trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni. Una formula che, almeno per ora, non soddisfa la Roma: a Trigoria la valutazione sarebbe compresa tra i 30 e i 35 milioni e la richiesta sarebbe quella di una cessione definitiva oppure di un obbligo di acquisto garantito.
Sul giocatore si è mosso anche il Bayer Leverkusen, mentre nei giorni precedenti erano emersi interessamenti provenienti dall’Arabia Saudita. Il punto, dunque, non è più stabilire se El Aynaoui abbia mercato. Ce l’ha. Il punto è capire quanto la Roma voglia davvero trattenerlo.
Da investimento a possibile plusvalenza
Un anno fa El Aynaoui era stato acquistato dal Lens per 23 milioni più 2 di bonus. Non era un’operazione marginale: rappresentava uno degli investimenti principali della prima estate di Massara e arrivava dopo la lunga trattativa per Richard Rios, che era stato uno dei centrocampisti indicati da Gasperini. Dodici mesi dopo lo scenario è completamente cambiato.
El Aynaoui non sembra essere diventato un elemento centrale della nuova Roma e una cessione intorno ai 30-35 milioni consentirebbe al club di recuperare l’investimento e soprattutto di produrre una plusvalenza utile anche rispetto agli equilibri economici imposti dalla UEFA. Dal punto di vista finanziario l’operazione avrebbe quindi una logica evidente. Da quello sportivo, però, apre una riflessione molto più ampia. Perché El Aynaoui rischia di essere soltanto l’ennesimo giocatore scelto da Massara e rapidamente messo ai margini del nuovo progetto.
Un mercato praticamente cancellato
Bisogna tornare all’estate del 2025. Massara portò a Roma El Aynaoui, Wesley, Ghilardi, Ferguson, Bailey, Ziolkowski, Vasquez e Zelezny, oltre alle altre operazioni completate nel corso della stagione. A gennaio arrivarono poi, tra gli altri, Robinio Vaz e soprattutto Donyell Malen.
Oggi di quella costruzione è rimasto pochissimo. Bailey era già andato via a gennaio. Ferguson e Tsimikas sono tornati ai rispettivi club. Zaragoza, Venturino e Zelezny hanno salutato. Ziolkowski è destinato al Monza, mentre per Robinio Vaz la Roma ha trovato l’intesa con l’Hull City sulla base di un prestito oneroso con diritto di riscatto.
E adesso può partire anche El Aynaoui. I due veri pilastri sopravvissuti sono Wesley e Malen. Non casualmente, però, sono anche due calciatori sui quali Gasperini aveva espresso un gradimento diretto e dei quali il tecnico ha sostanzialmente rivendicato la scelta. Più che una normale evoluzione della rosa, sembra quindi una gigantesca correzione.
Il problema non è stabilire chi avesse ragione
Sarebbe troppo semplice trasformare tutto in un processo a Massara. Perché alcuni di questi calciatori possono ancora avere una carriera importante e perché una società può legittimamente acquistare giovani pensando anche alla loro valorizzazione economica. Lo stesso El Aynaoui, se acquistato per circa 25 milioni e rivenduto dopo una stagione per 35, difficilmente potrebbe essere definito un disastro finanziario.
Ma esiste anche il campo. E quando dopo appena dodici mesi un allenatore considera sacrificabili quasi tutti i giocatori acquistati dal proprio direttore sportivo, significa che qualcosa nella costruzione precedente non ha funzionato. Il vero tema riguarda probabilmente proprio il rapporto tra Gasperini e Massara.
La Roma aveva scelto un allenatore con idee estremamente precise sul tipo di calciatore necessario al proprio calcio: intensità, forza negli uno contro uno, capacità atletiche, aggressività, disponibilità a difendere in campo aperto e caratteristiche specifiche per ogni posizione.
Eppure una parte consistente del mercato sembrò procedere su binari differenti. Il risultato lo stiamo vedendo un’estate dopo.
El Aynaoui è il simbolo perfetto
Proprio per questo il marocchino è forse il caso più significativo. Ha 25 anni, è nel pieno della carriera, ha mercato internazionale e non è certamente un calciatore privo di qualità. Crystal Palace e Bayer Leverkusen non sono interessamenti irrilevanti. Eppure la Roma sembra disponibile a sacrificarlo per costruire un centrocampo differente e finanziare contemporaneamente gli ultimi interventi richiesti da Gasperini.
La sua eventuale partenza avrebbe quindi un significato molto preciso: trasformare uno degli investimenti principali dell’estate precedente in capitale da reinvestire nella Roma che l’allenatore avrebbe voluto probabilmente già un anno fa. Ed è qui che nasce inevitabilmente una domanda.
Quanto sarebbe costato alla Roma costruire subito una squadra realmente coerente con Gasperini? Perché comprare, aspettare dodici mesi, vendere e ricomprare significa inevitabilmente consumare tempo, energie e risorse. Anche quando riesci a non perdere soldi.
Ora la Roma deve evitare un altro errore
La cessione di El Aynaoui, presa singolarmente, può avere perfettamente senso. A 30-35 milioni, soprattutto se quei soldi permettessero di completare la rosa con un centrocampista maggiormente funzionale e con l’esterno offensivo richiesto da settimane dall’allenatore, sarebbe difficile definirla incomprensibile.
Ma proprio perché la Roma sta smontando quasi completamente il mercato precedente, adesso non può permettersi di sbagliare nuovamente direzione. Tony D’Amico deve costruire una rosa riconoscibile, coerente e soprattutto duratura. Perché il problema non è vendere El Aynaoui. E forse neppure averlo comprato. Il problema sarebbe ritrovarsi nell’agosto del 2027 a discutere nello stesso modo degli acquisti effettuati nell’estate del 2026.
La Roma ha già pagato un anno di incomprensioni sul mercato. Adesso sta cercando di correggerle. Se partirà anche El Aynaoui, della Roma di Massara resteranno soprattutto Wesley e Malen. Due giocatori scelti con il forte gradimento di Gasperini. Forse non è una coincidenza. Forse è semplicemente la spiegazione di tutto.





