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Dalla consacrazione di Koné al flop di Malen: come sono andati i romanisti al Mondiale 2026

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Il sipario sul Mondiale 2026 è calato ed è tempo di bilanci anche in casa Roma. Sono stati quattro i giocatori giallorossi protagonisti della rassegna iridata. Tra chi ha visto crescere ulteriormente il proprio valore di mercato e chi, invece, torna nella Capitale con più dubbi che certezze, ecco il rendimento dei romanisti impegnati con le rispettive nazionali.

Koné è la grande rivelazione

Il migliore del gruppo è senza dubbio Manu Koné, premiato con un 7,5. Il centrocampista francese è stato una delle sorprese più positive della nazionale di Didier Deschamps, conquistando spazio fino a superare nelle gerarchie Aurélien Tchouaméni. Prestazioni di alto livello, in particolare contro il Marocco nei quarti di finale, dove ha dominato il centrocampo sfiorando anche il gol con una traversa. Le sue prove hanno attirato l’attenzione di tutta Europa, facendo lievitare ulteriormente una valutazione che ormai supera i 60 milioni di euro. Ha fatto discutere anche in patria la sua esclusione in semifinale contro la Spagna, terminata con la sconfitta dei favoritissimi “galletti”.

El Aynaoui conferma la crescita

Promosso anche Neil El Aynaoui, che chiude il torneo con un 6,5. Il centrocampista marocchino è stato uno degli uomini chiave della propria nazionale, distinguendosi per equilibrio tattico, personalità e continuità di rendimento. Un Mondiale che conferma la bontà dell’investimento della Roma e che rafforza le sue candidature per un ruolo importante nelle rotazioni di Gian Piero Gasperini per la prossima stagione.

Ndicka, torneo senza picchi

Sufficienza piena (6) per Evan Ndicka. Il difensore ivoriano ha guidato la retroguardia della Costa d’Avorio fino alla fase a eliminazione diretta, mettendo in mostra le qualità già conosciute: forza fisica, dominio nel gioco aereo e affidabilità in marcatura. Quando il livello degli avversari è aumentato sono emersi anche alcuni limiti in fase di impostazione, ma il suo Mondiale resta complessivamente positivo.

Malen, occasione mancata

Chi esce ridimensionato dalla competizione è invece Donyell Malen, cui va un 5. Dopo una straordinaria seconda parte di stagione con la Roma, impreziosita da 14 reti, l’attaccante olandese non è mai riuscito a incidere con la maglia della sua nazionale. Dopo la gara (anche positiva) contro il Giappone all’esordio, Ronald Koeman lo ha spesso impiegato lontano dalla porta, schierandolo largo sulla fascia destra, fino ad arrivare alla sostituzione all’intervallo contro la Svezia accompagnata da una dura reprimenda pubblica. Il bilancio finale parla di zero gol, zero assist e di un posto da titolare progressivamente perso a favore di Brobbey e Depay. Una delusione che Malen proverà a lasciarsi alle spalle tornando a lavorare con Gasperini, pronto a rilanciarlo nel ruolo in cui ha saputo fare la differenza durante gli ultimi mesi della scorsa stagione.

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