Nel giorno del compleanno di Vasco Rossi, icona intramontabile del rock italiano, viene naturale pensare a una delle sue canzoni più celebri e simboliche: Vita spericolata. Un inno alla libertà, all’istinto, al rifiuto delle mezze misure. Un manifesto esistenziale che, a distanza di decenni, continua a raccontare un modo di stare al mondo fatto di scelte radicali, rischi, emozioni forti.
E guardando al calcio di oggi, quel concetto di “vita spericolata” sembra adattarsi perfettamente a una squadra che, più di altre, sta provando a vivere senza freni: la Roma di Gian Piero Gasperini. Una Roma che promette di essere diversa, aggressiva, verticale, intensa. Una Roma che rinuncia alla comfort zone per cercare qualcosa di più pericoloso, ma anche più autentico.
Come Vasco, anche Gasperini non ha mai amato le strade comode. Il suo calcio è da sempre un calcio di rottura: difesa alta, uomo contro uomo, pressione costante, ricerca ossessiva del gol. Un’idea che espone, che rischia, che a volte fa male. Ma che non passa inosservata. Proprio come una vita spericolata: non garantisce serenità, ma regala emozioni vere.
La nuova Roma sembra voler accettare questa filosofia. Meno prudenza, più coraggio. Meno calcoli, più istinto. È una scelta che divide, che fa discutere, che spaventa una parte della tifoseria abituata a soffrire ma anche a proteggersi. Eppure è una scelta coerente con un club che, storicamente, non è mai stato sinonimo di equilibrio, ma di passione, slanci, cadute e ripartenze.
Vasco canta: “Voglio una vita che se ne frega di tutto, sì”. La Roma di Gasperini sembra voler fare lo stesso, almeno sul campo. Non promette certezze, non garantisce trofei, ma promette identità. E forse oggi, in un calcio sempre più standardizzato, è proprio questo il vero atto rivoluzionario: scegliere di essere riconoscibili, anche a costo di essere vulnerabili.
Nel giorno del compleanno di Vasco, la Roma guarda avanti con la stessa attitudine: vivere senza rete, accettando il rischio come parte del gioco. Perché a volte, tra una stagione anonima e una stagione spericolata, vale la pena scegliere la seconda. Anche solo per sentirsi vivi.



