Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da UTR (Unione Tifosi Romanisti) e AIRC (Associazione Italiana Roma Club) contro il divieto di trasferte imposto ai tifosi della Roma. Una decisione che conferma, almeno per ora, la linea adottata dal Ministero dell’Interno in materia di ordine pubblico.
Le motivazioni del rigetto
Nel provvedimento si fa riferimento ai gravi episodi di violenza verificatisi il 18 gennaio 2026, oltre ad altri precedenti che hanno coinvolto la tifoseria giallorossa sia in ambito nazionale che internazionale. Tra gli elementi valutati anche quattro episodi recenti di azioni predatorie ai danni di esercizi commerciali, avvenuti proprio in occasione di trasferte.
Il Consiglio di Stato sottolinea come, pur essendoci aspetti che potrebbero essere approfonditi nel merito, non emerga in questa fase un utilizzo illegittimo della discrezionalità da parte del Ministero nell’individuare un concreto rischio per l’ordine pubblico.
Ordine pubblico sopra tutto
Altro punto chiave riguarda la durata del provvedimento, ritenuta “ragionevole” e comunque inferiore ai limiti massimi previsti dalla legge.
Nella comparazione tra gli interessi in gioco, i giudici amministrativi hanno ribadito la prevalenza della tutela dell’ordine pubblico rispetto al diritto dei tifosi di seguire la squadra in trasferta. Una valutazione rafforzata anche dalla natura temporanea della misura, considerando che il campionato è ormai alle battute finali.
Scenario invariato per i tifosi
Di fatto, il respingimento del ricorso lascia invariato lo scenario per i sostenitori della Roma, che continueranno a fare i conti con le restrizioni sugli spostamenti. Una decisione destinata a far discutere, ma che conferma l’orientamento delle istituzioni nel privilegiare la sicurezza rispetto alla libertà di presenza negli stadi in trasferta.






