La stagione 2025/26 di Mile Svilar rappresenta uno dei casi più interessanti nel panorama europeo, soprattutto se letta attraverso una lente da match analyst. Non si tratta soltanto di numeri solidi, ma di una produzione prestativa che regge anche quando viene filtrata dalle metriche avanzate, quelle che separano un buon portiere da un vero shot-stopper di livello internazionale.
A 26 anni, Svilar ha ormai consolidato il proprio status di titolare assoluto della Roma, con una continuità di impiego che racconta già molto: 30 presenze e 2.700 minuti in Serie A, senza reali rotazioni. Un dato che, nel linguaggio dell’analisi prestativa, equivale a dire affidabilità strutturale all’interno del sistema difensivo.
Volume difensivo e indicatori base
Se si parte dalle metriche tradizionali, il quadro è già di alto livello. I 23 gol subiti in campionato producono un GA90 di circa 0,77, valore particolarmente significativo se contestualizzato: la Roma non è una squadra dominante nel controllo territoriale e concede un volume di tiri superiore rispetto alle big europee più strutturate.
Ancora più rilevante è il dato sui clean sheet: 13 in 30 partite (43,3%). Questo significa che quasi una gara su due termina senza gol concessi, segnale di un impatto diretto sulla stabilità difensiva.
Il dato che però sposta realmente la valutazione è la save percentage, attorno al 79% su 111 tiri in porta affrontati. Siamo sopra la media europea (70-75%), il che indica una combinazione efficace tra:
- posizionamento preventivo
- tempi di uscita
- capacità reattiva nel breve
Le 88 parate complessive raccontano anche un altro aspetto: Svilar non è un portiere “protetto”, ma uno chiamato a interventi frequenti e spesso ad alto coefficiente di difficoltà.
Su scala globale, includendo tutte le competizioni, il dato si amplia: 40 presenze, 36 gol subiti e 16 clean sheet. Numeri che confermano una tenuta prestativa costante anche su più contesti competitivi.
Lettura avanzata: quanto incide realmente Svilar?
Il salto di qualità nell’analisi arriva però con le metriche avanzate, in particolare il PSxG – GA, ovvero i goals prevented.
Il valore di Svilar si attesta intorno a +7.0, il che significa che ha evitato circa 7 gol rispetto a quelli attesi sulla base della qualità dei tiri subiti. Tradotto in linguaggio analitico: non si limita a fare il “suo”, ma produce overperformance.
Il dato normalizzato (Prevented Goals per 90) è di circa +0,23, che lo colloca nella fascia alta dei portieri europei, soprattutto considerando il contesto della Roma, meno dominante rispetto ad altre squadre top.
Questo tipo di output si lega a due fattori principali:
- Reattività su tiri ravvicinati, soprattutto in area
- Gestione delle seconde situazioni, dove mantiene lucidità e tempi di intervento
Il dato sulla save% che in alcuni filtri arriva anche verso l’88% in specifici segmenti stagionali rafforza l’idea di un portiere capace di alzare il livello nelle fasi più critiche.
Confronto con i top portieri europei
Per comprendere il reale posizionamento di Svilar, è necessario inserirlo nel contesto delle Big 5 leghe.
Rispetto a David Raya, spesso considerato tra i migliori al mondo, Svilar presenta un GA90 leggermente più alto (0,77 vs 0,71), ma con una differenza sostanziale: affronta più tiri e situazioni meno controllate. Raya beneficia di un sistema difensivo più stabile, mentre Svilar ha un impatto più diretto nel contenimento del danno.
Il confronto con Joan García è quello più interessante sul piano prospettico. Il portiere del Barcellona ha numeri leggermente superiori in termini di prevented goals (+8.5 e +0,37 per 90), ma in un contesto di squadra dominante. Svilar resta molto vicino, pur operando in condizioni più complesse.
All’interno della Serie A, il dato più significativo è il confronto con Yann Sommer: stesso numero di gol subiti (23), ma con una partita in meno per l’interista e un impatto inferiore nelle metriche avanzate. Svilar, di fatto, sta performando meglio del portiere della capolista.
Ancora più netto il confronto con Thibaut Courtois: GA90 peggiore (0,86), meno clean sheet proporzionali e una overperformance inferiore (+2,3 circa). Segnale di come il portiere della Roma stia vivendo una fase più performante anche rispetto a un top consolidato.
Profilo tecnico: punti di forza e margini
Dal punto di vista tecnico-tattico, Svilar si distingue per alcune caratteristiche chiave:
- Shot-stopping di alto livello, soprattutto su tiri centrali e semi-angolati
- Buona gestione del corpo, con interventi puliti e senza rimbalzi pericolosi
- Posizionamento coerente, che riduce la necessità di interventi estremi
La costruzione dal basso è solida, con percentuali di passaggio spesso superiori all’85%, ma non rappresenta ancora un punto di eccellenza rispetto a profili come Raya o Ederson.
Tra i margini di miglioramento si possono individuare alcune partite in cui il rendimento è stato leggermente sotto le aspettative xG (underperformance episodica), ma si tratta di oscillazioni fisiologiche all’interno di una stagione molto stabile.
Conclusione: da affidabile a determinante
La stagione 2025/26 di Svilar non può essere letta solo come “positiva”. I dati, soprattutto quelli avanzati, raccontano di un portiere che incide direttamente sui risultati, trasformando situazioni ad alta probabilità di gol in parate decisive.
Non è ancora nel ristretto gruppo dei top 3 europei, ma è ormai stabilmente dentro la fascia 5-10, con una traiettoria che lo avvicina ai migliori. In particolare, il confronto con i pari età (under 27) lo posiziona tra i più performanti insieme a García.
Se la Roma riuscirà a mantenere competitività nel finale di stagione, Svilar ha tutte le caratteristiche per chiudere l’annata come uno dei portieri più determinanti d’Europa, non solo per numeri, ma per impatto reale sul campo.






