Il percorso verso il nuovo stadio della Roma entra in una fase decisiva. L’obiettivo, ora, è chiaro: comprimere i tempi e arrivare pronti al passaggio chiave del PAUR, il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale.
Secondo quanto riportato da Il Romanista, il lavoro in queste settimane è tutto orientato a definire il cronoprogramma che dovrà portare alla conclusione dell’iter entro il 31 luglio, prima scadenza fissata dalla UEFA.
PAUR e cronoprogramma: la fase decisiva
Il PAUR rappresenta uno snodo cruciale: accorpa la Valutazione di Impatto Ambientale e tutte le autorizzazioni necessarie, inclusa la Conferenza dei Servizi decisoria. Un passaggio che, una volta completato, permetterebbe di dare una forte accelerazione al progetto.
In quest’ottica, la prossima settimana è previsto un incontro tra Roma Capitale, Regione Lazio, il club giallorosso e il Commissario straordinario per Euro 2032, Massimo Sessa, atteso a breve nella piena operatività dopo gli ultimi passaggi formali.
Il nodo Arpa e la linea del club
Parallelamente, resta aperto il tema legato alle verifiche ambientali. L’Arpa Lazio ha avviato accertamenti dopo che i tecnici incaricati dalla Roma hanno segnalato il superamento delle soglie per alcune sostanze, tra cui arsenico, piombo e idrocarburi pesanti.
Una criticità che, però, non sembra preoccupare né il club né le istituzioni. L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha chiarito come si tratti di una situazione nota e non insolita nel territorio romano, gestibile attraverso eventuali interventi di bonifica.
La linea resta quella già tracciata: nessun rallentamento dell’iter e Conferenza dei Servizi che non subirà modifiche.





