Un dialogo tra passato e presente giallorosso, con l’Argentina sullo sfondo. Abel Balbo e Matías Soulé si sono raccontati all’AS Roma Podcast, intrecciando ricordi, emozioni e ambizioni future.
Soulé ha aperto con semplicità: “Tutto bene, un po’ stanco dopo l’allenamento, però bene”. Balbo, oggi lontano dal calcio giocato, ha sorriso parlando del padel: “Ho una certa età, meno rischi di farmi male”.
Roma come casa
Balbo non ha mai nascosto il legame con la Capitale: “Non sono più andato via. Dipende da come ti trovi e da come vanno le cose. Con il presidente Sensi avevo un rapporto straordinario, come un padre. Roma è sempre stata casa mia”.
Soulé, arrivato giovanissimo, conferma: “Roma è molto diversa, molto simile all’Argentina. Qui hai tutto. È una delle città migliori del mondo”.
Per Balbo, la Roma è stata l’esplosione definitiva della carriera negli anni ’90: “Il campionato italiano era il massimo. Volevo una grande squadra e la Roma era perfetta”. E su Soulé: “Ha personalità. A 21 anni chiedere sempre la palla e riprovarci dopo un errore dice tanto”.
Derby e leggende
Entrambi hanno segnato nel derby. Soulé ricorda il suo primo gol all’Olimpico: “Quando la palla ha colpito la traversa non sapevo se fosse entrata. Poi ho visto l’arbitro e ho esultato”.
Balbo rievoca il 3-0 del 1994/95: “Segnare sotto la Curva Sud è la sensazione più bella. Quel giorno trovai regali ovunque a casa”.
Dybala, Batistuta e il sogno Mondiale
Soulé spende parole splendide per Paulo Dybala: “In campo sappiamo cosa può fare, ma fuori è una persona straordinaria”.
Balbo ricorda invece Gabriel Batistuta e lo Scudetto: “Vincere a Roma è unico. Spero che anche Mati possa provarlo”.
E sul Mondiale, Soulé ammette: “Mi piacerebbe tantissimo. Rappresentare l’Argentina è magico”. Balbo lo rassicura: “Hai tempo. Sei giovane. Io ho esordito a 24 anni e ne ho giocati tre”.



