Walter Sabatini, uno dei dirigenti più influenti (e da molti rimpianti) della storia recente della Roma, torna a parlare del presente giallorosso con lo sguardo di chi conosce profondamente dinamiche, uomini e pressioni di Trigoria. L’ex direttore sportivo, che ha lavorato per quasi dieci anni con Frederic Massara, ha analizzato mercato, allenatore e prospettive future, restituendo l’immagine di una Roma solida e ambiziosa.
Gasperini e la contrapposizione con Massara
Il tema più delicato riguarda il rapporto tra Gian Piero Gasperini e il direttore sportivo. Una contrapposizione che Sabatini non nega: «La contrapposizione esiste da parecchio, mi sembra un fenomeno abbastanza ripetitivo nel calcio di oggi. Succede spesso di lamentarsi in pubblico. Ma quello di Gasperini è anche un modo di essere, di negoziare».
Secondo Sabatini, però, non c’è il rischio di una rottura a fine stagione: «Non credo. Lui comunica così da sempre, lo faceva anche a Bergamo per stimolare l’ambiente. Anzi la prossima stagione avrà il vantaggio di poter individuare prima i calciatori e di conoscere meglio i rumori di questa città».
E su un possibile rapporto diretto con il tecnico, l’ex ds è sincero: «Ho pensato di portarlo alla Roma nel primo anno della gestione Pallotta, ma i nostri caratteri non si sarebbero sposati bene».
Massara promosso a pieni voti
Sabatini non ha dubbi nel giudizio sull’operato dell’attuale ds: «Per me non ci sono dubbi. La Roma ha fatto il miglior mercato in Serie A, ma se lo dico io poi mi accusano di nepotismo».
Secondo Sabatini, la squadra aveva già un’identità chiara, ma mancava qualcosa: «La Roma giocava già bene, ma aveva bisogno di una profondità diversa in attacco per avere più soluzioni durante le partite. Oggi il reparto è decisamente più completo, con giocatori forti fisicamente come Malen e Vaz e con velocità e dribbling come Zaragoza».
Su una trattativa sfumata come quella di Raspadori, il giudizio è netto: «Giocatore importante, ma quando hai dubbi di venire a giocare nella Roma qualcosa non va».
E torna anche una definizione diventata celebre: «Massara è il Salah dei dirigenti. Lavora senza isterismi, non si fa condizionare dalla pressione. Ha centrato obiettivi importanti e ha dato coerenza al progetto. Poi in questo campo serve anche un po’ di fortuna».
Fair Play Finanziario e pilastri del futuro
Uno dei temi caldi resta il Fair Play Finanziario e la possibilità di cessioni a giugno: «Spero non Koné. Deve essere il futuro del centrocampo: fa reparto, mi ricorda un po’ Nainggolan. Ma di Radja ce n’è uno solo. Un altro che cambia le partite è Wesley, cresce di gara in gara».
Venturino e Vaz, talento prima dell’età
Sui giovani Sabatini è categorico: «Per i calciatori esiste un solo valore: che siano bravi. E Vaz e Venturino lo sono». E aggiunge: «Venturino mi sembra più pronto, a Udine mi ha dato l’idea di poter essere utile già oggi. Vaz è un diamante grezzo».
Roma da Champions e oltre
La chiusura è un manifesto di ambizione: «Senza dubbio questa Roma vale la Champions. La rosa lo era anche prima del mercato e Gasperini resta un valore aggiunto. Detto questo, per la Roma la Champions deve essere l’obiettivo minimo. Si sta costruendo per il futuro e vedo una speranza importante di poter lottare per lo scudetto».




