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Roma, D’Amico pronto: Massara ai saluti, poi i rinnovi “pesanti”

gasperini roma d'amico ds

La Roma sta cambiando pelle. E la sensazione è che il terzo posto conquistato sul campo non abbia minimamente rallentato il processo di rivoluzione interna deciso dalla proprietà. Perché qui il tema non è il risultato sportivo, altrimenti difficilmente sarebbe stata messa in discussione una struttura che ha appena riportato i giallorossi in Champions League. E invece i Friedkin hanno scelto di intervenire in profondità.

Come riportato dal Corriere della Sera, Ricky Massara è destinato a lasciare Trigoria. I contatti con la proprietà proseguono anche in queste ore, ma il rapporto mai realmente sbocciato con Gasperini ha reso inevitabile la separazione. Una situazione ormai nota da tempo e che ha progressivamente portato il tecnico ad assumere un peso sempre più centrale nelle decisioni strategiche del club.

Al posto di Massara è pronto Tony D’Amico. L’attuale dirigente dell’Atalanta, che già ha lavorato e gode della fiducia del Gasp, ha già raggiunto un accordo con la Roma e resta da risolvere soltanto il nodo relativo alla separazione dal club bergamasco. Un passaggio non semplice, ma che non sembra mettere in discussione l’esito finale della trattativa. Anche perché a Trigoria c’è la volontà di chiudere rapidamente.

Non solo D’Amico: cambia tutta la struttura di Trigoria

La sensazione è che non si tratti di un semplice cambio di direttore sportivo. La rivoluzione sarà molto più ampia. Michele Fratini è in pole per guidare l’area scouting, mentre per il settore giovanile il duello sarebbe tra Alessandro Frara del Frosinone e Valentino Angeloni della Fiorentina. Una ristrutturazione totale che certifica come la Roma voglia allineare ogni area del club alla nuova centralità tecnica di Gasperini. Ed è qui che emerge il vero punto: i Friedkin sembrano aver scelto definitivamente da che parte stare.

I rinnovi restano congelati

Nel frattempo però restano aperte questioni pesanti all’interno dello spogliatoio. Paulo Dybala aspetta ancora una convocazione ufficiale per discutere il rinnovo, con il suo entourage in attesa di segnali concreti. Situazione simile anche per Lorenzo Pellegrini, con cui ci sarebbe stata soltanto una chiacchierata interlocutoria senza offerte formali. E resta sospeso anche il futuro di Zeki Celik. Segnali evidenti di una società che prima vuole ridefinire gli equilibri interni e poi affrontare i singoli dossier. Ma il tempo stringe. Perché la Roma che verrà non può permettersi ritardi: Gasperini ha accelerato il progetto e adesso pretende una struttura pronta a seguirne la velocità.

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