Le parole di Claudio Ranieri hanno avuto l’effetto di una scintilla. In poche frasi, il Senior Advisor dei Friedkin ha riacceso una speranza che a Roma non si è mai davvero spenta: rivedere Francesco Totti dentro la società giallorossa. “I Friedkin ci stanno pensando, Francesco è parte di questo club”, ha ammesso Ranieri, lasciando intendere che qualcosa, sotto traccia, si stia muovendo davvero.
Per ora non c’è una decisione definitiva, ma il clima sembra diverso rispetto al passato. L’ipotesi è quella di un ruolo operativo, simile a quello ricoperto da Paolo Maldini al Milan: una figura di campo e di rappresentanza, capace di incidere sulle scelte sportive senza essere solo simbolica.
Gasperini al centro del progetto
Nel suo intervento, Ranieri ha parlato anche del presente e del futuro tecnico della Roma, ribadendo piena fiducia in Gian Piero Gasperini: “Stiamo facendo molto bene. Gasperini è molto bravo. Tutte le squadre d’Europa stanno acquistando giovani a 50-60 milioni e con queste non puoi competere. Noi andiamo a cercare dunque questi ragazzi”.
Un passaggio chiave per comprendere la direzione del club, sempre più orientato su scouting, valorizzazione e sostenibilità. Ranieri descrive Gasperini con una frase che ne riassume il carattere: “Gian Piero gli piace stare lì a martellare, martella tutti: è la sua forza. Lui fa quello che sente da allenatore per la società, io sto nel mezzo tra lui e Massara, che rappresenta la società e fa le scelte possibili in maniera riflessiva”.
Giovani, monte ingaggi e scelte nette
Ranieri entra poi nel dettaglio delle operazioni di mercato e della filosofia economica: “Malen e Vaz? Uno di grandissima esperienza, l’altro è un punto di riferimento che dovrà capire il gioco di Gasperini. Zaragoza è uno di quelli bravi ad evitare la marcatura”.
Ma il punto centrale resta la sostenibilità, anche per quanto riguarda i rinnovi di Dybala e Pellegrini: “Per la sopravvivenza del club bisogna abbassare il monte stipendi, sennò non ce la facciamo. In base a quello che fanno sul campo, a quello che dice l’allenatore e alle loro richieste, vedremo: se c’è l’accordo bene, sennò si saluta”.
Un messaggio chiaro, che certifica una Roma meno emotiva e più strutturata nelle decisioni.
Ambizione senza slogan
Infine, Ranieri chiarisce anche il rapporto con gli obiettivi sportivi: “La richiesta all’allenatore è stata di arrivare in alto e restarci. Non si può dire a un allenatore ‘voglio andare in Champions League’. Stiamo costruendo qualcosa qui”.
Il progetto, nelle intenzioni, è di medio periodo, con un blocco di qualità ben definito: “Lui vuole creare un blocco di 15-16 giocatori di grande qualità, il prima possibile sarebbe meglio, ma non tutto si può fare”.
E quando i Friedkin chiedono un parere, Ranieri non ha dubbi: “Quando mi chiedono ‘cosa ne pensi?’, rispondo sempre che sono d’accordo con Gian Piero: lui ha una visione, poi dobbiamo arrivarci prima possibile”.
Totti, una porta socchiusa
La chiusura torna inevitabilmente su Francesco Totti: “Ci stiamo pensando…”.




