Verso Roma-Napoli, il dubbio di Gasperini: Hermoso o Ghilardi per blindare il Maradona?

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La Roma arriva al crocevia del Maradona con una certezza e un dubbio. La certezza è l’identità costruita da Gian Piero Gasperini, che ha dato struttura e aggressività al suo 3-4-2-1 e deve dare continuità alla bella prestazione contro il Cagliari. Il dubbio riguarda il braccetto sinistro della difesa a tre, un ruolo chiave per equilibrio e costruzione: meglio affidarsi all’esperienza di Mario Hermoso o alla freschezza di Daniele Ghilardi?

La sfida contro il Napoli è molto più di una partita di cartello. È uno snodo Champions, un test di maturità per una Roma che vuole restare agganciata al treno europeo. E contro un attacco partenopeo che può contare su soluzioni di gamba e qualità come Højlund e l’entusiasmo di Vergara, la scelta del terzo centrale diventa decisiva.

Hermoso, l’usato sicuro dei grandi appuntamenti

Hermoso rappresenta il profilo dell’affidabilità: leadership, personalità e un piede mancino prezioso in impostazione. Le sue statistiche stagionali raccontano di un difensore continuo, aggressivo nei duelli e affidabile nella lettura preventiva.

L’unica incognita riguarda le condizioni fisiche. Il trauma contusivo al piede accusato nei giorni scorsi ha suggerito prudenza e lo stop contro il Cagliari è stato una scelta di gestione. Lo staff filtra ottimismo, ma Gasperini valuterà fino all’ultimo se i margini di rischio siano davvero azzerati.

Ghilardi, l’ascesa che bussa alla porta

Dall’altra parte c’è Ghilardi, classe 2003, che da gennaio in poi ha scalato gerarchie e considerazione, fresco di riscatto obbligatorio e futuro della linea difensiva giallorossa. Il suo percorso è quello tipico dei giocatori plasmati da Gasperini: inserimento graduale, responsabilità crescenti, fiducia conquistata sul campo. Le ultime uscite hanno mostrato un difensore attento, forte nei duelli aerei e sorprendentemente maturo nella gestione della linea.

Non avrà l’esperienza internazionale di Hermoso, ma possiede energia, aggressività, gamba e fame. Al Maradona, contro avversari rapidi e tecnici, queste qualità possono diventare un’arma preziosa. La concentrazione dovrà essere massima ed è forse questo il punto da migliorare in un giocatore che sta dimostrando di avere qualità da predestinato.

Una scelta che racconta la Roma di oggi

Il nodo è tutto qui: affidarsi alla sicurezza di un leader, se realmente al cento per cento, o cavalcare l’entusiasmo di un giovane in ascesa che ha già dimostrato, con il Milan, di saper fronteggiare benissimo i big match. Con Mancini e Ndicka a completare il reparto, la Roma parte comunque da una base solida. Ma il braccetto sinistro sarà chiamato a reggere uno contro uno, scivolate preventive e uscite alte sui riferimenti offensivi azzurri.

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