Difficile, se non impossibile, ricordare un Roma-Juve in cui quelli che hanno tutto da perdere sono loro. Ragionando in maniera razionale. Senza farsi prendere da vecchie ruggini e da una rivalità eterna o dai sensazionalismi di chi presenta questa partita come lo scontro decisivo tra Rocky e Ivan Drago.
Vero, la Roma ha a disposizione un risultato che spedirebbe la squadra di Spalletti a lottare per la Conference piuttosto che per la Champions ma ha anche la possibilità di pareggiare per tenerli a distanza di sicurezza. Potrebbe paradossalmente anche perdere, risultato che non si augura nessuno, per rimanere comunque quarta. Sarebbe ovviamente una botta psicologica, rimetterebbe in carreggiata la Juve, vero… ma resterebbe pienamente in corsa.
L’occasione per spedire la Juve nell’oblìo è ghiotta, anche perché al contrario della scorsa giornata, tutte le big e le outsider impegnate ieri hanno fatto bottino pieno. Il Como ha tritato il Lecce in un tempo, il Napoli ha vinto all’ultimo respiro come al solito e mettiamo dentro anche l’Inter, che fa un altro campionato ma ha comunque regolato il Genoa di DDR per 2-0.
Dato lo scenario, chi non resterebbe in corsa in caso di sconfitta sarebbe proprio la Juve. Al contrario della Roma, per i bianconeri i risultati di ieri sono una sentenza in ottica Champions. Un eventuale sconfitta significherebbe dare un virtuale addio a speranze, anche perché il Como corre e anche l’Atalanta non scherza.
Ecco l’unicum. Per la prima volta forse nella storia di queste due squadre non sarà la Roma ad avere l’acqua alla gola, a dover fare l’impresa per tenere accese flebili speranze. Questa volta la palla passa a loro: noi possiamo affrontare la gara di questa sera sapendo che in tutti i casi saremo ancora in corsa.






