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Roma, Man of the Match: Gollini spegne il… “panico Svilar”, a Como la risposta che nessuno si aspettava

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Il panico per l’infortunio di Mile Svilar aveva già prodotto le prime sentenze. Un mese senza uno dei migliori portieri del campionato, nove partite ancora da affrontare prima della sosta e la prospettiva di affidarsi a Pierluigi Gollini, praticamente inutilizzato negli ultimi mesi e assente in Serie A da oltre due anni.

Quanto bastava per trasformare una brutta notizia in una piccola emergenza collettiva, alimentata dallo scetticismo nei confronti di un secondo portiere che sembrava aver perso da troppo tempo confidenza con il campo. Poi è arrivato Como. E Gollini ha risposto presente. Non soltanto con le parate, ma con qualcosa che per un portiere chiamato improvvisamente a sostituire un titolare considerato insostituibile vale quasi altrettanto: la capacità di trasmettere sicurezza ai compagni.

Le parate su Nico Paz e quelle uscite che valgono un gol

Sono bastati sette minuti per comprendere che Gollini avesse preparato la partita nel modo giusto. L’uscita sui piedi di Nico Paz, anticipando il tentativo di pallonetto dell’argentino, ha immediatamente allontanato i fantasmi della vigilia. Un intervento tutt’altro che banale, nel quale scelta di tempo, coraggio e lettura dell’azione hanno fatto la differenza.

La prestazione del portiere giallorosso non si è limitata tuttavia a quell’episodio. L’uscita bassa su Caqueret nel primo tempo, la conclusione di Nico Paz alzata sopra la traversa al 72′ e un altro intervento in anticipo sul talento argentino cinque minuti più tardi hanno raccontato un giocatore attento e reattivo, capace di conservare concentrazione anche quando l’espulsione di Malen ha costretto la Roma a una lunga fase di sofferenza.

Particolarmente rassicurante la gestione delle uscite, perché proprio lì si misura spesso la condizione mentale di un portiere rimasto a lungo senza giocare. Gollini non ha esitato, non ha trasmesso nervosismo e ha scelto quasi sempre correttamente quando abbandonare la linea di porta. Una prestazione che merita applausi, senza bisogno di costruirci sopra una favola.

La vera prova comincia adesso: otto partite per convincere

Perché sarebbe sbagliato passare dalla diffidenza assoluta all’esaltazione dopo novanta minuti, esattamente come era stato ingeneroso considerare Gollini inadeguato prima ancora di vederlo all’opera.

Il calendario, del resto, non concede tregua. Real Madrid, Genoa, Slovan Bratislava, Napoli, Cagliari, Udinese, Manchester United e Sassuolo accompagneranno la Roma fino alla prossima sosta. Otto partite nelle quali serviranno continuità, affidabilità e soprattutto quella concentrazione che distingue una grande prestazione occasionale da un periodo di rendimento convincente.

Gasperini conosce Gollini dai tempi dell’Atalanta e sa perfettamente quali siano le sue qualità. Adesso dovrà aiutarlo a ritrovare quella stabilità che soltanto la continuità agonistica può restituire. Svilar (e ci mancherebbe) rimane il titolare indiscusso e il suo rientro sarà fondamentale. Ma Como ha ricordato una cosa semplice: avere un portiere straordinario non significa necessariamente avere una riserva inaffidabile.

Gollini ha vinto la prima battaglia, quella contro la sfiducia. Le prossime otto serviranno a dimostrare che non è stata soltanto una bella domenica sulle rive del Lago di Como.

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