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SPUNTO E A CAPO: CONTROVENTO

spunto e a capo controvento gasperini

Solida, compatta, in grado di soffrire anche in inferiorità numerica per quasi un tempo, pure quando contemporaneamente mancano i due calciatori più importanti della rosa, Svilar e Malen. La Roma mette in conto un punto prezioso, nonostante tutto, dall’assenza del portiere più forte della Serie A e del centrocampista più intelligente della rosa, nonostante l’espulsione del centravanti migliore del campionato, e nonostante abbia fatto i conti, al pari del Como, con uno dei peggiori arbitri del campionato, forse superato in questa speciale classifica soltanto da Pairetto.

La Roma resiste in dieci

In dieci contro undici per oltre mezz’ora. Ma per paradosso gli unici pericoli il Como li ha creati quando si giocava undici contro undici. Spuntata dopo l’amputazione di Malen al punto di non tirare più in porta, la Roma ha capito che fosse giusto contenere con arguzia perché un punto alla fine, in queste condizioni, non era così male. Ciò non significa che si sia snaturata, ma che alcune volte bisogna adattarsi al contesto.

Gasperini sceglie ciò in cui crede

Lo fanno i grandi allenatori. E Gasperini lo è. Non segue le tendenze che vorrebbero Gollini forse buono per la portineria di Trigoria e Pellegrini incapace di intendere e di volere. Gasperini non sceglie in base al comodo, ma a ciò in cui crede. Per questo sta sulle palle ad alcuni sciacalli che passano sotto banco le foto con Leonardi e Moggi. Perché Gasperini non fa parte del sistema marcio del “tifo Roma fino a che me fa comodo”. La strada è quella giusta.

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