C’è un filo rosso che lega la nuova Roma alla scelta di Gian Piero Gasperini, e con il passare del tempo sta diventando sempre più evidente. Non è solo tattico, è culturale. È una visione di mercato, una filosofia che guarda al futuro senza rinunciare all’ambizione immediata.
Venturino e Vaz (19 anni), Ziolkowski (20), Pisilli (21), Wesley e Soulé (22), Ghilardi e Rensch (23). Otto calciatori sotto i 24 anni che stanno incidendo nella corsa Champions. Non comparse, ma risorse strutturali. È la fotografia di una Roma dall’animo “green”, che ha deciso di investire sul potenziale prima ancora che sul nome.
Il modello Atalanta: Gasperini come moltiplicatore di valore
Non è un caso che per abbracciare questa filosofia sia stato scelto Gasperini. A Bergamo ha costruito un laboratorio permanente di valorizzazione: Scalvini lanciato giovanissimo, Kessié trasformato in centrocampista totale, Gagliardini portato in Nazionale, Højlund esploso fino a diventare uomo mercato internazionale solo per citare alcuni ragazzi sbocciati a Zingonia, ma potremmo aggiungere gli stessi Mancini e Cristante, ora capisaldi della Roma provenienti dal laboratorio-Gasp.
Il tecnico non si limita a inserire i giovani, li struttura. Li responsabilizza tatticamente, li educa all’intensità, li rende protagonisti all’interno di un sistema codificato. È questa la differenza tra un semplice talento e un patrimonio tecnico.
“Zidanes y Pavones” versione romanista
La Roma, però, non ha scelto una linea integralista. Ha optato per un equilibrio che ricorda (in scala 1:10) la filosofia degli “Zidanes y Pavones” di madrilena memoria quando accanto ai vari Zidane, Ronaldo, Beckham e compagnia cantante, venivano prelevati (allora) giovani di belle speranze come Higuain, Marcelo, Pavon e lo stesso Antonio Cassano: giovani stelle in crescita affiancati da innesti pronti all’uso.
Malen ne è l’esempio perfetto: 5 gol in 6 partite, impatto immediato, finalizzatore funzionale al sistema. Zaragoza (come del resto El Aynaoui) rappresenta l’ibrido, ma rientra nella categoria “instant”: talento ancora da sgrezzare, piede educatissimo, età adatta, qualità evidenti e difetti tattici, ma margini ampi di crescita. In mezzo, un gruppo giovane che si sta consolidando.
Pisilli ha avuto un inizio difficile ma ha recuperato terreno, Soulé è già una realtà destinata a sostituire Dybala, Wesley è già sul taccuino di mezza Europa. L’unico in ritardo è Rensch che ancora fatica a entrare nelle rotazioni (del resto per i miracoli non si è attrezzati).
Lo “svecchiamento” della rosa della Roma non è soltanto una questione anagrafica, ma un cambio di paradigma. La società non cerca più esclusivamente il colpo mediatico: cerca il ciclo. Gasperini, in questo contesto, è il catalizzatore ideale. Perché se l’obiettivo è tornare stabilmente in Champions, servono risultati immediati ma anche sostenibilità tecnica ed economica.






