Un confronto generazionale che vale il vertice
Un confronto generazionale che vale il vertice e due tuffi al cuore che, escludendo le motivazioni sentimentali, consentiranno alla Roma di prendere ancora più confidenza con se stessa. Dopo la pausa per le Nazionali più lunga di sempre, si contano quante partite verranno giocate nelle prossime tre settimane, tante, fra pianti annunciati e una grande voglia di ricominciare, dopo esserci lasciati con Roma-Inter, lo spot migliore per la Serie A da esportazione per ritmi e intenti propositivi. Prima il Como, quindi Mourinho, poi De Rossi. Sperando per De Rossi che la Fiorentina non sia fatale per la sua panchina.
Il corso di autostima firmato Gasperini
Consapevolezza. La Roma l’ha acquisita grazie a Gasperini. Un corso di autostima giunto al secondo livello, con lo spogliatoio che non ha più il complesso del mancato ingresso in Champions League. Dopo la vittoria della Conference League, la squadra passò i successivi sei mesi davanti allo specchio. La Roma non vinceva da una vita, non le sembrò vero. Tirana doveva essere la leva per sollevare il mondo, la squadra ci mise una vita per capire che quel trofeo non era la fine di un capitolo. Poi si riprende e sfiorò l’impresa a Budapest, la pietra dello scandalo.
Il terzo posto come punto di partenza
Dopo il terzo posto, invece, la squadra non ha fatto baldoria ma è andata in palestra. Ha ben compreso che i margini di crescita possono portarla ancora più lontano, anche perché è stato bello tornare sul podio, ma i calciatori non si fanno distrarre dai piazzamenti, che sono invece lo scudetto dei contabili dei club. Sapendo di disporre di un istruttore come Gasperini, hanno capito in fretta che il terzo posto fosse l’inizio di un percorso e non l’arrivo.
Como, Mourinho e De Rossi: tre esami per crescere
Si va a Como, dove la Roma negli ultimi due anni ha perso, con Ranieri e con Gasperini. Doppia occasione, distanziare Fabregas e ribaltare la logica che indica la partita della Roma come la più complicata fra quelle delle big. Perché Inter e Lazio hanno sulla carta impegni abbordabili, mentre Juventus e Milan, in esterna col Cagliari e col Sassuolo, hanno impegni insidiosi ma non impossibili. Come test di notevole importanza e trampolino di lancio. Perché al netto delle emozioni che susciterà il ritorno di Mourinho, ci sarà pure una partita di pallone da giocare, con un Real Madrid non perfetto. Quindi, se salva la panchina, De Rossi e il suo Genoa. Ma in questo caso al netto dell’amore per lo storico capitano, non saranno ammesse distrazioni perché il divario fra Roma e Genoa è gigantesco.





