La sfida tra Bosnia e Italia non è solo una partita. È una linea sottile tra sogno e realtà, tra passato e presente. E a raccontarla, con il peso di chi ha vissuto entrambe le dimensioni, è Miralem Pjanić.
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex centrocampista ha fotografato il clima che si respira attorno a una gara che, da entrambe le parti, vale molto più di novanta minuti.
“Sarà un evento storico”
«Non mi sorprende, è la sfida che speravo di vedere. La Bosnia è casa, ma l’Italia è nel mio cuore», racconta Pjanic.
Poi descrive l’atmosfera: «La Bosnia si fermerà per qualche ora: tre milioni di persone a spingere la nostra squadra. Sarà una bolgia mai vista allo stadio. Resterete scioccati dalla nostra passione».
Il peso di Dzeko e la nuova Bosnia
Nel racconto di Pjanic, c’è anche spazio per il presente della nazionale bosniaca: «La Bosnia si è rilanciata con una nuova generazione che sta prendendo consapevolezza. La coesione è l’elemento più importante».
Ma il simbolo resta sempre lui, Edin Džeko: «È incredibile quello che sta facendo. A 40 anni continua a segnare gol decisivi. È uno di quei fuoriclasse che possono risolvere le partite in qualsiasi momento».
Uno sguardo alla Serie A
Infine, uno sguardo al campionato italiano: «Non è semplice per Roma e Juventus, perché il Como sta andando forte. Ma la Champions è fondamentale: nel calcio moderno migliora tutto».





