Pisilli trequartista col Milan? Ecco perché è un ruolo che può… spegnerlo

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La notte contro lo Stoccarda non è stata soltanto una grande prestazione: è stata una risposta, Niccolò Pisilli, dopo mesi in cui ci si interrogava sulla sua reale compatibilità con lo scacchiere di Gian Piero Gasperini, ha dimostrato di poter essere molto più di un’alternativa. Due gol pesantissimi, arrivati nel modo più coerente possibile con le sue caratteristiche, hanno riaperto il dibattito sul suo ruolo nella Roma.

La chiave tattica della gara con lo Stoccarda

A differenza di quanto ipotizzato alla vigilia, contro lo Stoccarda Pisilli non ha agito da trequartista. Nel 3-4-2-1 di Gasperini ha composto la coppia centrale di centrocampo insieme a Bryan Cristante, muovendosi alle spalle dei due sottopunta Pellegrini e Soulé. Ed è proprio da quella posizione che ha costruito la sua partita migliore in giallorosso.

Pisilli non ha dato punti di riferimento: partiva basso, aiutava nella prima costruzione e poi, quando l’azione saliva di ritmo, attaccava l’area con tempi perfetti. I due gol nascono così, da inserimenti puliti e difficili da leggere per una difesa concentrata sull’attaccante e sugli uomini tra le linee.

Perché contro il Milan il rischio è partire troppo alto

Contro il Milan di Massimiliano Allegri, lo scenario può cambiare radicalmente. Se Pisilli dovesse essere impiegato da trequartista puro nel 3-4-2-1, come auspicato da molti a fronte dell’atavica evanescenza di Pellegrini, partirebbe già dentro il sistema difensivo rossonero. Allegri prepara le partite riducendo al minimo le sorprese centrali: attenzione preventiva, marcature di zona aggressive e linee sempre corte.

In quel contesto, Pisilli sarebbe osservato speciale sin dal primo controllo, spesso spalle alla porta. Meno spazio per attaccare l’area, meno metri per prendere velocità, e soprattutto l’effetto sorpresa — la sua vera arma — rischierebbe di dissolversi. Da incursore diventerebbe un uomo da rifinitura, ruolo che oggi non ne esalta appieno le qualità.

L’alternativa che può valorizzarlo davvero

La soluzione più logica per dare una logica al ruolo del giovane centrocampista resta un centrocampo a tre. Con Pisilli mezzala, accanto a Manu Koné e Cristante (o al rientrato El Alaynaoui), e con Paulo Dybala e Donyell Malen più avanzati, la Roma potrebbe sfruttare al massimo gli inserimenti nell’ultimo terzo di campo. Le difese sarebbero naturalmente attratte dal talento dei due davanti, lasciando a Pisilli il compito di colpire alle spalle.

Dopo mesi di interrogativi, lo Stoccarda ha dato una risposta chiara: Pisilli può stare nella Roma di Gasperini. Ora la sfida è trovargli il contesto giusto, soprattutto contro avversari che dell’organizzazione difensiva fanno la propria forza.

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