L’8 febbraio Marash Kumbulla compie 26 anni e, inevitabilmente, per molti tifosi romanisti scatta la domanda: che fine ha fatto il difensore albanese che era arrivato nella Capitale come uno dei prospetti più interessanti del calcio italiano?
L’arrivo a Roma e le aspettative mai davvero mantenute
Kumbulla sbarca alla Roma nell’estate 2020, fortemente voluto da Fonseca, dopo l’exploit al Verona. Fisico imponente, senso della posizione, personalità: il profilo era quello del centrale moderno, pronto a prendersi la difesa giallorossa per anni. In realtà, la sua avventura romana sarà segnata più dagli infortuni che dalle prestazioni.
Tra stop muscolari e soprattutto il grave infortunio al legamento crociato del 2023, Kumbulla non riesce mai a trovare continuità vera. Con Mourinho prima (con il quale si toglie però lo sfizio di alzare al cielo la Conference League sotto il cielo della sua Tirana) e De Rossi poi, resta spesso un’alternativa, utilizzato a intermittenza e mai realmente al centro del progetto. Alla fine, nell’estate 2024, la Roma decide di cederlo per alleggerire la rosa e permettergli di rilanciarsi altrove.
La rinascita in Spagna e una carriera che riparte
La sua carriera riparte così dalla Liga, con il trasferimento all’Espanyol. In Spagna Kumbulla trova qualcosa che a Roma gli era sempre mancato: fiducia, spazio e soprattutto serenità. Diventa titolare fisso, gioca con regolarità e riscopre quella solidità difensiva che lo aveva fatto emergere ai tempi del Verona. Non è più il giovane promessa, ma un difensore che sta provando a costruirsi una seconda vita calcistica, più lontano dai riflettori ma forse più adatta alle sue caratteristiche.
Nel frattempo resta un punto fermo della Nazionale albanese, dove continua a essere convocato con continuità e a portare esperienza in un gruppo in crescita. La sensazione, guardando la sua parabola, è che Kumbulla sia uno dei classici casi da Roma: talento vero, ma incastrato nel momento sbagliato e nel contesto sbagliato. Troppa pressione, troppi cambi tecnici, e soprattutto un infortunio pesantissimo che ha frenato la sua esplosione.
A 26 anni, però, la sua carriera non è affatto chiusa: è semplicemente ripartita da lontano, con l’obiettivo di dimostrare che quel difensore intravisto anni fa non era solo una suggestione.




