Il “Metodo Souloukou” si abbatte anche sulla Foresta di Sherwood: tre esoneri e incubo retrocessione

soulouku nottingham forrest

​C’è una sorta di coerenza ammirevole nel percorso manageriale di Lina Souloukou, una firma stilistica inconfondibile che, dopo aver scosso le fondamenta di Trigoria, ha deciso di esportare il suo “know-how” anche in Premier League. Chi pensava che il caos fosse una prerogativa esclusivamente romana dovrà ricredersi: a Nottingham, sponda Forest, stanno vivendo un déjà-vu che dalle parti della Capitale conosciamo fin troppo bene, ma con un tocco british.

Il copione è degno di una tragedia greca rivisitata in chiave moderna: mercato costoso ma fallimentare, una classifica che piange miseria con lo spettro della retrocessione (la Serie B inglese, la Championship) che aleggia minaccioso e, ciliegina sulla torta, una gestione delle risorse umane a dir poco vulcanica.
​La notizia che arriva dall’Inghilterra ha quasi del tragicomico: ben tre allenatori esonerati in un lasso di tempo brevissimo.

Una media impressionante, che fa sembrare la panchina del Nottingham più simile a una sedia elettrica che a un posto di lavoro. Sembra quasi che l’algoritmo, o qualsiasi criterio venga utilizzato per la selezione tecnica, abbia un bug di sistema che si ripete costantemente. Mentre a Roma ci si interroga ancora sulle macerie di certe decisioni passate, il Nottingham Forest si ritrova a fare i conti con una gestione che, numeri alla mano, sta trasformando una storica piazza inglese in un laboratorio di confusione.

​È ironico pensare come, spesso, si cerchi di attribuire le colpe all’ambiente, alla pressione o alla sfortuna, quando poi i risultati – o meglio, i disastri – tendono a ripetersi con matematica precisione ovunque si vada. Tra acquisti che non rendono e guide tecniche saltate come tappi di champagne, l’avventura inglese della dirigente greca sta confermando che certi metodi sono universali: riescono a scontentare tutti, a qualsiasi latitudine.

Ai tifosi del Forest non resta che la solidarietà di chi ci è già passato, mentre noi osserviamo da lontano con un misto di stupore e, ammettiamolo, un pizzico di sollievo per non essere più i protagonisti di questo show.

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