Il dopo Inter-Juventus non si è limitato alle polemiche del campo. L’episodio del doppio giallo a Pierre Kalulu, scaturito dal contatto con Alessandro Bastoni e non rivedibile al VAR per via del protocollo attuale, ha acceso un dibattito che ora coinvolge direttamente i vertici del calcio italiano.
Dopo le accuse mosse nelle ultime settimane da giocatori e allenatori contro il sistema VAR, nelle ore successive al match di San Siro c’è stata una lunga telefonata tra il presidente della FIGC Gabriele Gravina e il designatore arbitrale Gianluca Rocchi. Sul tavolo, la gestione dell’arbitro Federico La Penna e soprattutto la necessità di intervenire sulle “zone grigie” del regolamento.
La FIGC, secondo quanto filtra, auspica un cambiamento del protocollo già dal prossimo International Board previsto a fine mese. L’obiettivo è colmare quelle lacune normative che impediscono alla tecnologia di intervenire in casi come quello del secondo giallo, lasciando spazio esclusivamente alla valutazione in campo e alimentando inevitabili tensioni.
Nel frattempo, il presidente di Exor John Elkann ha manifestato il proprio disappunto a Gravina parlando di “numerosi e ripetuti errori arbitrali” e chiedendo soluzioni efficaci per tutelare l’integrità del sistema. Un segnale che certifica quanto l’episodio abbia superato i confini tecnici.
Paradossalmente, l’errore di La Penna potrebbe trasformarsi in uno spartiacque. La risonanza del Derby d’Italia, con la visibilità e il peso mediatico che lo accompagnano – e con una delle società più influenti del panorama nazionale direttamente coinvolta – può rendere questo caso un “male necessario”. Perché quando a essere toccato è un club di quella portata, l’eco si amplifica e la pressione per cambiare davvero diventa inevitabile.


