“Anche il proprietario texano (Dan Friedkin, ndr), come il predecessore, vede nello stadio un punto di partenza irrinunciabile. Per far lievitare i ricavi, chiaramente, ma anche per continuare a patrimonializzare il club. Anche se i ritardi burocratici e i continui cavilli (anche politici) iniziano a spazientire il sempre pacato Dan. La conferma dell’interesse pubblico sarà in aula entro la fine del mese, la Conferenza dei servizi dovrebbe aprirsi entro l’estate e di sicuro Friedkin non accetterà ulteriori ritardi rispetto al piano di posare la prima pietra a marzo del 2027, rispettando il cronoprogramma dei “lavori in corso” nell’anno del centenario giallorosso. I 100 anni della Roma, dopotutto, sono dietro l’angolo e andranno festeggiati come si deve.“
“Oltre all’impianto di Pietralata – avveniristico, ecologico, sostenibile, con un impatto per la città da 3,3 miliardi di euro – c’è la volontà di riabbracciare il mito Totti affinché il rapporto con la piazza sia sempre più saldo, ma anche la necessità di mettere a frutto il miliardo investito in questi primi anni per ripianare i debiti e migliorare squadra e centro sportivo. La Conference vinta nel 2022 ha dato modo alla proprietà di toccare con mano la passione di una tifoseria che sogna lo scudetto. Per gli americani è più un obiettivo, da conquistare dopo aver riportato il club in Champions.”
(corsport)




