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Genoa-Roma, Gasperini in conferenza stampa: “Conosco Marassi, sarà difficile. Stiamo subendo infortuni non comuni”

genoa roma gasperini

Alla vigilia della sfida tra Genoa e Roma, in programma domenica alle 18 allo stadio Luigi Ferraris, Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa analizzando il momento dei giallorossi, alle prese con numerose assenze soprattutto nel reparto offensivo. Il tecnico ha fatto il punto sugli infortuni, sulle possibili soluzioni per l’attacco e sull’importanza della gara di Marassi.

La situazione è complessa, con tanti assenti: Dybala, Soulé, Ferguson, Dovbyk, Wesley squalificato e Hermoso infortunato. Mancano di fatto quattro attaccanti: oltre a Malen ci sarà ancora bisogno di avanzare un centrocampista oppure Zaragoza può partire titolare?

«È evidente che, se contiamo sempre Dovbyk e Ferguson, siamo davvero in una situazione difficile. Dovbyk è fermo da tanti mesi, è stato fatto l’intervento e se va tutto bene potrebbe rientrare tra fine aprile e inizio maggio, quindi non possiamo continuare a considerarlo tra gli assenti. Lo stesso vale per Ferguson: ormai è chiaro che finirà la stagione qui e sarà operato alla caviglia, quindi non avrà più tempo per recuperare nemmeno nel finale di stagione. Questi due sono ormai da depennare dalla lista degli assenti. Per quanto riguarda gli altri, siamo in una situazione più gestibile. Malen c’è, Vaz c’è, Venturino insieme a Pellegrini, c’è Zaragoza. Abbiamo i numeri per continuare a giocare, anche come abbiamo fatto fino ad ora. Anche se è vero che Soulé è fermo da qualche settimana, gli altri ci sono stati molto poco».

Sugli infortuni: Dybala, Dovbyk e Ferguson hanno avuto percorsi lunghi prima dell’intervento. C’è stato qualche problema di comunicazione nello staff medico?

«No, ma sarebbe presuntuoso da parte nostra parlare di medicina e non mi sento. È un argomento sul quale non possiamo competere con dei medici che sono professionisti da tempo. È vero che quest’anno si sono dovuti confrontare con casi molto particolari, a cominciare da Ferguson che è arrivato dopo un anno in cui aveva avuto un intervento e delle grosse difficoltà iniziali a recuperare, con poche partite giocate la scorsa stagione. Ha avuto un ottimo periodo intorno a dicembre e poi c’è stata questa ricaduta. Poi c’è stato il caso di Angeliño, la situazione di Bailey, quella di Dovbyk e adesso di Dybala. Indubbiamente sono casi non frequenti nel calcio, perché non sono neanche muscolari e sono tutti un po’ particolari, ognuno diverso dall’altro. Sicuramente per la squadra dover rinunciare per tanto tempo a questi giocatori è pesante. Comunque, nonostante questo, siamo arrivati fino a qui e continuiamo ad andare avanti con tutti i migliori propositi».

In settimana si è parlato molto della cena con Francesco Totti. Avete discusso anche di un possibile ruolo futuro nella Roma?

«Io non sono nella condizione di proporre queste situazioni. Sono otto o nove mesi che sono a Roma e non mi ero mai incontrato con Totti. Non è un argomento che ho tirato fuori io. È venuto fuori un mese fa, non da parte mia, e anche la questione del ruolo o del centenario è stata una cosa di cui mi avete parlato voi nelle conferenze stampa. Poi c’era questa storia della cena e ho detto: facciamo questa cena. È stata una cena normalissima in cui abbiamo parlato di calcio, perché di questo dobbiamo parlare. Devo dire che a me piace anche molto come parla di calcio: è molto diretto e ha, come tutti i grandi campioni, delle angolazioni molto alte quando si parla di giocatori e di squadra. È stato sicuramente piacevole per me, che sono sempre molto incuriosito da chi ha delle capacità particolari».

Per la prima volta da quando è alla Roma, Malen va incontro a un periodo con tre partite in una settimana. È prevista una gestione particolare? E a che punto è la crescita di Vaz?

«Non si possono fare previsioni sulle partite. Entriamo in una fase di gare tutte determinanti, tutte importanti, dove si gioca con un ritmo ravvicinato. Il campionato è importante e sarà decisiva anche l’Europa League. In una settimana ci giochiamo la possibilità di andare avanti in Europa, che è una competizione importantissima. I calcoli fatti prima servono a poco. Durante le partite possono succedere tante cose, tra diffide, piccoli infortuni o situazioni diverse. Bisogna guardare di volta in volta e vedere come recuperano i giocatori. Alcuni stanno molto bene, altri magari hanno bisogno di spezzoni. Bisogna utilizzare tutta la rosa. Vaz in questo momento è l’alternativa di Malen e giocando così ravvicinati ci sarà bisogno di lui, di Arena e di tutti gli altri. Poi vedremo quando e come».

Alla luce dei numerosi infortuni e dei recuperi delle rivali, la Roma rischia di essere un passo indietro nella corsa Champions? E quando potrà rientrare Angeliño?

«Non lo so, è una situazione difficile da prevedere. Angeliño sta meglio e si sta allenando, ma la capacità di prestazione dobbiamo valutarla. Negli ultimi tempi è migliorato, ma è stato fermo completamente per un periodo. Per quanto riguarda le altre squadre siamo lì a giocarcela con tutti. Infortuni importanti li hanno avuti un po’ tutte le squadre. I nostri sono stati particolari. Abbiamo avuto tanti giocatori che hanno avuto pochissimi problemi, soprattutto muscolari, ma alcuni sono stati fuori per mesi, come Bailey. Io continuo a guardare avanti e alla partita contro il Genoa. Poi ci saranno Bologna, Como e Lecce prima della sosta. L’obiettivo adesso è restare dentro alla corsa e arrivare ad aprile e maggio in quella posizione».

Dopo il pareggio con la Juventus aveva sottolineato l’importanza di non abbattersi. La squadra ha reagito bene in settimana?

«Non mi sembra siano state così tante le rimonte subite. Dipende sempre da come si vogliono guardare le cose. All’andata avevamo perso con Napoli e Juventus, adesso abbiamo fatto due punti e probabilmente potevano essere anche di più. Siamo usciti molto dispiaciuti dalla partita di martedì perché prendere gol a uno o due minuti dalla fine pesa molto di più. Ma si può anche parlare di come siamo andati sul 3-1, di che tipo di prestazione abbiamo fatto e di come hanno giocato certi giocatori. Dipende sempre da cosa si vuole vedere».

Inizia un nuovo ciclo di partite ravvicinate: cambia qualcosa nell’approccio alla gara di Marassi?

«Domani giochiamo a Genova. Conosco bene quello stadio, è una squadra che in casa va forte ed è trascinata dal pubblico. Non dobbiamo fare altri pensieri. Dobbiamo organizzare la squadra e pensare alla prestazione. Loro hanno 27 punti e noi 51. Probabilmente significa che abbiamo fatto bene fin qui. Però se arriviamo con troppi pensieri rischiamo di complicarci la vita. Dobbiamo andare a giocare una gara difficile come tutte quelle del nostro campionato».

Come sta Hermoso?

«Domani no, vediamo la prossima settimana».

Dopo una partita come quella con la Juventus viene da chiedersi cosa manchi alla Roma per fare l’ultimo salto di qualità.

«Ho rivisto la partita e non abbiamo sofferto quasi mai. Anche negli ultimi minuti dopo il 3-2 non c’è stato tutto questo assedio. C’è stato un calcio d’angolo a favore nostro e poi una punizione a due minuti dalla fine da cui è nata quell’azione. Sono cose che si vedono spesso nel calcio. Se si vuole giudicare tutta la partita su quell’episodio va bene, ma io faccio fatica a ragionare così».

Un giudizio su Daniele De Rossi e sul suo lavoro al Genoa. E come si sopperirà all’assenza di Wesley?

«Daniele sta facendo bene. Sta dando alla squadra un’identità e il pubblico è soddisfatto di come gioca il Genoa. Questo è un segnale positivo. Stanno giocando per obiettivi diversi dai nostri ma stanno costruendo qualcosa di importante. Wesley è squalificato e abbiamo un paio di soluzioni per sostituirlo».

Rensch può essere una soluzione dal primo minuto sulla fascia?

«Ha fatto molto bene. Veniva da un periodo di poco impiego e da un infortunio al ginocchio che lo aveva tenuto fuori per alcune settimane. Nel finale ha avuto dei crampi, ma è normale quando non giochi da tempo. L’alternativa a Wesley a sinistra può essere Tsimikas, lui, Celik o Ghilardi. In base a questo possiamo muoverci».

Cristante è sembrato un po’ sotto tono contro la Juventus: potrebbe riposare? E alla cena con Totti chi ha pagato?

«Nessuno dei due ha pagato (ride). Cristante sta giocando tantissime partite. Non è sempre facile capire il recupero tra una gara e l’altra quando si gioca ogni tre giorni. Però per noi è indispensabile, soprattutto per il gioco aereo e per la sua duttilità. È chiaro però che anche lui ogni tanto può aver bisogno di recuperare un po’ di più».

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