Il Genoa di Daniele De Rossi arriva alla sfida contro la Roma con un’identità ormai ben definita e una consapevolezza ben diversa rispetto a quello visto a fine dicembre all’Olimpico. Il Grifone ha progressivamente cambiato pelle, passando da squadra in difficoltà a formazione solida e competitiva, soprattutto tra le mura amiche del Ferraris.
L’impronta dell’allenatore è chiara: pragmatismo difensivo, grande intensità senza palla e una gestione delle transizioni molto rapida. Non si tratta di una squadra spettacolare, ma di un collettivo organizzato e difficile da affrontare, capace di sporcare il ritmo della partita e colpire negli spazi.
Il sistema di gioco: 3-5-2 compatto e varianti offensive
Il modulo di riferimento è il 3-5-2, con possibili trasformazioni in 3-4-2-1 quando il Genoa cerca maggiore presenza tra le linee. In fase difensiva la squadra di De Rossi si abbassa spesso in un 5-3-2 molto stretto, che in alcune situazioni può diventare addirittura un 5-4-1.
Gli esterni di centrocampo si abbassano sulla linea difensiva formando una linea a cinque molto compatta davanti al portiere, mentre i tre centrali – spesso Ostigard e Marcandalli come punti di riferimento fisici – proteggono soprattutto il corridoio centrale. L’obiettivo è chiaro: negare spazi tra le linee e costringere l’avversario ad allargare il gioco.
Anche la pressione è organizzata. Le due punte, spesso Vitinha insieme a Colombo o Ekuban, indirizzano l’uscita palla degli avversari verso le corsie laterali, dove il Genoa cerca di creare superiorità numerica per recuperare il possesso.
In fase offensiva invece il sistema diventa più fluido. Il Genoa può trasformarsi in un 3-4-2-1 con due giocatori tra le linee – come Amorim, Baldanzi (out in questa gara) o Malinovskyi – oppure in strutture più dinamiche come il 3-2-4-1 o il 3-1-2-3-1. L’obiettivo è muovere rapidamente il pallone e attivare gli esterni, sfruttando rotazioni posizionali e verticalizzazioni rapide.
Pressing e transizioni: le armi principali
I principi di gioco della squadra di De Rossi ruotano attorno a pochi concetti chiave. Il Genoa non difende passivamente ma cerca di salire con un pressing coordinato o con un blocco centrale aggressivo per indirizzare il possesso avversario.
Il gioco sugli esterni è una componente fondamentale: gli esterni rimangono larghi per creare ampiezza, attaccare l’uno contro uno e portare palloni in area.
Ancora più importante è la fase di transizione positiva. Dopo il recupero del pallone la verticalizzazione è immediata, con inserimenti rapidi da parte dei trequartisti e con Malinovskyi spesso protagonista sia negli inserimenti che nelle situazioni da palla inattiva.
Dal punto di vista difensivo, il Genoa è diventato una squadra molto più organizzata, soprattutto nelle partite casalinghe, dove concede pochi spazi centrali e mantiene un dato di expected goals concessi piuttosto basso.
La chiave contro la Roma
Contro la Roma di Gasperini, che si muove con un sistema fluido vicino al 3-4-2-1 con Malen come riferimento offensivo e grande spinta sugli esterni, il piano partita di De Rossi sembra piuttosto chiaro.
Il Genoa proverà a rallentare il ritmo del possesso romanista, chiudendo le linee di passaggio centrali verso Pellegrini e Pisilli e costringendo la Roma a sviluppare il gioco sulle fasce. Da lì i rossoblù cercheranno di recuperare palla per poi ripartire velocemente.
L’obiettivo è rendere la partita sporca e frammentata, riducendo gli spazi e sfruttando le ripartenze. Una strategia che ha già permesso al Genoa di migliorare sensibilmente la media punti sotto la gestione De Rossi, salita a circa 1,4 a partita.
Il rischio per il Genoa, però, è legato proprio alle corsie laterali. Se la Roma riuscirà a sfruttare la velocità dei suoi esterni e a creare superiorità sulle fasce, gli esterni rossoblù potrebbero trovarsi in difficoltà.
Quello che è certo è che il Genoa di De Rossi non sarà un avversario semplice: una squadra battagliera, organizzata e pronta a trasformare la partita in una sfida di nervi e dettagli. Proprio il tipo di gara che al Ferraris spesso mette in difficoltà anche squadre tecnicamente superiori.






