Il ciclo di Rino Gattuso sulla panchina della Nazionale italiana sembra già arrivato ai titoli di coda. Dopo la sconfitta ai rigori contro la Bosnia, che ha sancito la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali per gli azzurri, il tecnico calabrese sarebbe orientato a rassegnare le dimissioni.
Secondo quanto filtra da fonti vicine all’allenatore, la decisione sarebbe maturata nelle ore successive all’eliminazione, vissuta come un fallimento personale prima ancora che sportivo. Un epilogo pesante, che certifica una crisi strutturale del sistema calcio italiano, ormai incapace di ritrovare continuità e competitività a livello internazionale.
Terzo Mondiale fallito: un dato storico e drammatico
Il dato è di quelli che fanno rumore: l’Italia manca il Mondiale per la terza edizione consecutiva. Un evento senza precedenti nella storia azzurra, che segna uno spartiacque netto tra il passato glorioso e un presente fatto di fragilità tecniche, scelte discutibili e risultati deludenti.
La sconfitta contro la Bosnia rappresenta l’ultimo atto di un percorso mai realmente decollato sotto la gestione Gattuso, arrivato tra aspettative e dubbi dopo l’esonero di Luciano Spalletti.
Secondo cambio in meno di un anno
L’eventuale addio di Gattuso aprirebbe a un nuovo ribaltone tecnico, il secondo in meno di un anno sulla panchina della Nazionale. Un dato che racconta meglio di qualsiasi analisi la mancanza di progettualità e stabilità all’interno della FIGC.
Solo poche ore prima dell’uscita di scena, il presidente Gabriele Gravina aveva confermato pubblicamente il ct, nonostante la pesante eliminazione. Una presa di posizione che, alla luce degli sviluppi, appare già superata dai fatti.
Gravina nel mirino: ma le dimissioni non arrivano
Se Gattuso sembra ormai vicino a fare un passo indietro, diverso è il discorso per Gravina. Il numero uno della Federazione è finito inevitabilmente nel mirino di tifosi e addetti ai lavori, ma al momento non sembrano esserci segnali concreti di un suo possibile addio.
Eppure, il fallimento sportivo si accompagna a una gestione che negli ultimi anni non è riuscita a invertire la rotta. Tre Mondiali consecutivi mancati rappresentano un macigno difficilmente sostenibile senza conseguenze anche a livello dirigenziale.
Scenario aperto: serve una rifondazione
La sensazione è che la crisi della Nazionale non possa essere risolta con un semplice cambio in panchina. Serve una rifondazione profonda, che coinvolga strutture, settore giovanile, idee e visione.
Le dimissioni di Gattuso, ormai sempre più probabili, sarebbero solo il primo passo. Ma la vera domanda resta un’altra: basterà?




