Gasperini pre Roma-Sassuolo: “Siamo in emergenza. Mercato? Non posso alimentare voci. La presenza della società un grande segnale”

Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Sassuolo, giornata numero 20 di Serie A. Ecco le parole del tecnico giallorosso:

L’emergenza non sembra finita. Com’è la situazione dei giocatori? L’altra emergenza è sulle tempistiche del mercato, la proprietà può accelerare queste tempistiche?
“Il fatto che la proprietà sia qui è un grande segnale, è un segnale che è presente e vuole prendere in mano la situazione, il fatto che rimanga per più settimane è perché vuole cercare di prendersi cura della squadra. Non che non lo abbia fatto in passato, ma potrà farlo direttamente con la propria presenza. Quanto alla squadra, Wesley oggi ancora no, vediamo domani, ha una forma influenzale forte, speriamo possa recuperare. Per il resto perdiamo Cristante squalificato, recuperiamo Mancini e Hermoso, perdiamo Dovbyk. La situazione è sicuramente di emergenza, come lo è da qualche partita”.

Le insidie della gara con il Sassuolo? Sul mercato si parla molto di Raspadori, lei lo vede meglio da punta o da sottopunta?
“Domani c’è l’insidia della partita, il Sassuolo sta facendo indubbiamente un buon campionato anche se ha perso contro la Juventus. Ho visto poi il Milan pareggiare con il Genoa, la Juventus pareggiare con il Lecce, il Napoli pareggiare con il Verona, queste cose qui vanno evidenziate. Forse noi fino adesso siamo stati tra i più bravi in questo tipo di partite, ma si evidenzia l’equilibrio di questo campionato, quindi ogni partita devi arrivare al meglio. Però è stata molto importante la risposta dell’altra sera a Lecce, nonostante le defezioni. Dimostrazione che i ragazzi si allenano bene, con entusiasmo, non con difficoltà. È una squadra che dà sempre risposte molto forti. Raspadori? Lei mi ha mai sentito parlare di mercato o di Raspadori? C’è qualcuno qui che ha mai parlato di mercato con me attraverso messaggi o telefonate?”.

Quest’estate sì, però.
“Quest’estate chiedevo degli attaccanti, a luglio e agosto, adesso qualcuno di voi ha mai sentito parlare di mercato sottoscritto? Voi siete bravissimi, informatissimi, fantastici, io vi leggo e fate benissimo il vostro mestiere, ma non lo sapete da me, basta leggere. Si sa tutto benissimo, però di sicuro non sono io che posso alimentare queste voci. Io parlo solo di giocatori della Roma, che vanno in campo e devono fare risultato per la Roma. I giudizi li do sui miei giocatori, non sugli altri”.

Ci vuole raccontare qualcosa del suo silenzio post Lecce? Noi qualcosa abbiamo raccontato.
“Io preferivo che voi raccontaste dell’impresa che ha fatto la Roma, una partita in emergenza andando a vincere a Lecce. Se parli come quest’estate, ti lamenti degli attaccanti. Se non parli, vieni attaccato allo stesso modo. Dunque, non parliamo di mercato. Lo dico perché voi sapete veramente tutto, non c’è bisogno di dire altro. Avete le vostre fonti, siete bravissimi in questo. Non c’è bisogno che vi dica altro. Stasera guarderò la trasmissione di Sky, Gianluca Di Marzio che sa tutto come voi, quindi andate avanti. Ma siete bravi, davvero”.

Questi 36 punti nel girone di andata sono in linea con gli obiettivi o è stato fatto di più?
“Beh, anche in questo caso faccio fatica a dire qualcosa. Personalmente sono contento, sono molto contento. La Roma ha un nucleo molto forte, competitivo. L’obiettivo della Roma deve essere quello di rinforzare la squadra, aumentare sempre la competitività della rosa, c’è una difficoltà perché ci sono diversi giocatori in scadenza e altri in prestito, dunque se si guarda un pochino più in là, se riusciamo a fare qualcosa a gennaio, possiamo solo migliorarci. Se guardo nel futuro è un po’ più complicato, il fatto che sia qui la società è un grandissimo segnale. Possiamo uscire dal mercato di gennaio con qualcosa in più, ma le partite le abbiamo adesso. Gare ravvicinatissime, la Coppa Italia martedì, dove non recupereremo nessuno, tornerà Cristante, perderemo Mancini, dove possiamo solamente perdere altri giocatori. Spero di no… Questo è un momento importante, dobbiamo giocare 9 partite in un mese. Poi c’è l’Europa League, il campionato. È diverso giocare due partite a settimana dovendo fare tre per diverse settimane, ma è un’esperienza anche questa, puoi aiutare a fare valutazioni, a pensare che giochi contro squadre con obiettivi e rose forte. Dobbiamo pensare oltre che all’immediato, a rendere la squadra sempre più competitiva”.

C’è ancora l’esigenza di mettere mano al reparto difensivo?
“Queste sono strategie che io faccio con la società. E con la società mi confronto su queste situazioni. Non bisogna mai mettere giocatori tanto per mettere, anche se in difesa ci manca un pezzo. Con Ndicka via siamo in quattro. Domani avremo cinque giocatori della Primavera in panchina, quando non puoi far ricorso alla Prima Squadra ricorri al settore giovanile”.

Lei come allenatore è tranquillo di fare l’allenatore sul campo sapendo che la società sta operando al meglio?
“Io lavoro molto bene sul campo perché è un gruppo compatto, coeso, che sta dando tutto per la Roma, compresi i giocatori che hanno una situazione in prospettiva non proprio definita. Questa è la garanzia assoluta. Il fatto che la società sia qui per così tanto tempo, presente quotidianamente, vale più dei 36 punti che abbiamo fatto”.

Vedrà Camerun-Marocco di Coppa d’Africa stasera?
“Io spero in una finale Marocco-Costa D’Avorio, per i due giocatori che abbiamo. Posso solo augurare il meglio a questi giocatori, a questi ragazzi, significa che sono ben allenati”.

Oggi ha sottolineato più volte l’importanza della presenza della Proprietà qui a Trigoria. Durante l’anno quanto sono frequenti i suoi contatti con Dan Friedkin?
“Sempre di più mi auguro. Sono persone che hanno mille attività, ma quando parlo con loro siamo sempre in linea con quello che loro vorrebbero fare e quello che io vorrei cercare di realizzare qui. Quello dobbiamo farlo, però. Ed è un po’ più complicato. Il fatto che loro siano qui è un aiuto per realizzare le cose”.

La condizione di Angelino quale è? Domani c’è possibilità di vederlo in campo?
“No, ma questo è un argomento medico sul quale io devo mantenere massimo riserbo, è una questione anche di salute. Le notizie che possono dare solo i medici. Noi possiamo solo sperare che possa stare bene e poi che possa giocare”.

Lei sente sua questa squadra che sta allenando?
“Bisogna partire da quello che c’è. Ringrazio i giocatori per la loro disponibilità. Personalmente penso che abbiamo fatto bene, poi magari non vinciamo lo scudetto, non rientriamo in Champions, non so qual è la cosa che soddisfa come risultato sportivo, di questi primi cinque mesi sono gratificato dalle partite che abbiamo fatto e quello che stiamo cercando di fare. E quello di avere la considerazione della gente, con la certezza da parte che stiamo facendo tutto il possibile”.

Quanto è presente Ranieri nella quotidianità? E gli imminenti rinnovi di Mancini e Cristante sono anche un suo input?
“Questi sono discorsi della società. Con Ranieri il rapporto è ottimo, ha avuto un momento che ha dovuto fare un intervento al ginocchio, non riusciva a giocare bene… (ride, ndr), ma adesso si sta allenando di nuovo. Ultimamente è spesso qui, di calcio mi piace sempre parlare con lui, anche se è molto discreto nel rispetto dei ruoli, però c’è un bel confronto sempre”.

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