Gasperini è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Roma. Ecco la versione integrale delle sue parole alla vigilia del big match del Maradona.
Come stanno Dybala e Soulé?
Lo staff farà le valutazioni definitive nelle ultime ore. Entrambi arrivano da una settimana complicata dal punto di vista fisico, ma c’è fiducia e soprattutto grande disponibilità da parte loro nel cercare di essere pronti.
Pisilli è cresciuto molto: c’è stato un momento chiave nel suo percorso?
I giovani attraversano fasi diverse e spesso ci sono passaggi che segnano una svolta. L’auspicio è che per lui ce ne siano ancora. Sta facendo bene, sta mostrando qualità e maturità, ed è giusto riconoscergli quanto di positivo sta costruendo.
Perché la squadra fatica contro le big?
Serve alzare il livello tecnico. Contro le squadre che ci precedono in classifica si è vista ancora una differenza, anche se in alcune gare, come contro il Milan, i segnali di crescita sono stati evidenti. L’emergenza infortuni pesa e condiziona, ma la squadra resta convinta di potersela giocare.
Napoli e Juventus possono essere decisive per la corsa Champions?
Sono partite importanti perché valgono doppio a livello psicologico, ma sempre tre punti restano. La stagione non si decide in due gare: conta la continuità su tutto il percorso.
Le piacerebbe un confronto con il Presidente della Repubblica?
È noto che sia un grande appassionato di calcio, quindi sarebbe sicuramente un confronto interessante. Ma lo dice con un sorriso.
Quanto è pronta la squadra per questa partita?
Il campionato è molto equilibrato, tante squadre sono coinvolte. Dopo 24 giornate essere ancora in corsa significa aver fatto qualcosa di buono. Gli obiettivi si costruiscono restando competitivi fino all’ultima giornata.
Rivede l’idea che giocare meno partite sia stato un vantaggio?
Non credo sia collegato. Quando la rosa era al completo, anche giocando spesso, la squadra stava bene. I problemi sono nati con le assenze concentrate in alcuni reparti. Gli infortuni fanno parte del calcio e spesso arrivano in gara, non in allenamento. Koné e Hermoso dovrebbero tornare presto.
Come sta Zaragoza? Può partire titolare?
È arrivato da poco, sembra passato molto più tempo di quanto sia in realtà. Ha caratteristiche particolari e uno stile diverso. Deve entrare gradualmente nei meccanismi, ma questo avviene solo giocando.
Perché la Roma segna poco su punizione?
È un limite evidente. I calci piazzati possono spostare molte partite e dobbiamo lavorare per migliorare questo aspetto.
C’è qualcosa che il Napoli ha più della Roma?
È una squadra molto forte, con una storia recente importante e con due scudetti vinti negli ultimi anni. Anche loro hanno avuto problemi di infortuni, ma restano una grande realtà.
Il calendario fitto aiuta o penalizza la crescita?
Personalmente ho sempre pensato che giocare di più aiuti a migliorare. Le competizioni europee, in particolare, fanno crescere mentalità ed esperienza. Il rischio infortuni esiste, ma fa parte del gioco.
Pellegrini può essere una soluzione nella gestione del pallone?
Prima bisogna capire chi sarà disponibile. Poi si valuteranno le scelte. Anche un solo giorno in più di recupero può fare la differenza.
Con Malen e Zaragoza è aumentato il tasso tecnico della squadra?
Malen ha avuto un impatto immediato e molto positivo. Zaragoza ha qualità diverse e può diventare una risorsa importante nelle rotazioni. In un attacco che oggi è corto, entrambi possono dare un contributo significativo.



