Alla vigilia della sfida tra Roma e Cremonese, Gian Piero Gasperini ha presentato il match in conferenza stampa dal Centro Sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria, facendo il punto sul momento della squadra, sugli infortunati e sugli obiettivi stagionali.
Su Pellegrini e sui trequartisti
“Margini di crescita ce ne sono, senza dubbio. Pellegrini ha giocato tantissimo con continuità, può capitare di attraversare un periodo un po’ meno brillante, ma da domani mi aspetto che torni a essere decisivo. Ha sempre dato un contributo importante alla squadra. Su Zaragoza serve invece un po’ di tempo: è arrivato da poco, lo abbiamo messo subito dentro dandogli responsabilità, ha fatto vedere cose interessanti, ma per trovare continuità e capire bene i meccanismi servono alcune partite”.
Su diffidati e Dybala
“La partita di domani è troppo importante per fare calcoli. Dobbiamo pensare solo a vincere e a giocare al massimo. Paulo purtroppo non ci sarà: sta continuando le terapie, ha ancora un fastidio che non gli permette di rientrare. È molto dispiaciuto, come lo siamo tutti, ma si sta impegnando tantissimo per tornare il prima possibile”.
Sul numero elevato di infortuni
“Gli infortuni fanno parte del calcio, oggi ancora di più con tutti questi impegni ravvicinati. La maggior parte degli stop avviene in partita. Noi abbiamo diversi giocatori che non si sono quasi mai fatti male, poi però ci sono stati casi pesanti come Dovbyk, Ferguson, Bailey, Dybala, El Shaarawy, che hanno avuto stop lunghi. Il problema vero non è chi salta una gara, ma chi resta fuori per settimane o mesi”.
Su Soulé, Venturino e Vaz
“Soulé è stato fermo tutta la settimana e domani non sarà disponibile, speriamo di recuperarlo presto. Venturino e Vaz sono due ragazzi molto giovani, buttati subito dentro anche per necessità. Venturino è arrivato in un ruolo dove eravamo un po’ scoperti e con il tempo può darci soddisfazioni. Vaz è stato un investimento importante della società, ha già segnato qualche gol, ma bisogna capire quanto possa essere utile subito. Inserirsi in Serie A a stagione in corso non è semplice”.
Sul tema arbitrale
“Non parlavo di episodi singoli né di Roma. Mi riferivo a simulazioni, falli di mano e contatti: sono questi gli aspetti che oggi creano più confusione. C’è un problema di interpretazione che mette in difficoltà tutti. Il mio intervento era su questo, non su vantaggi o svantaggi per una squadra”.
Su Malen
“Non credo che il campionato italiano sia meno competitivo, anzi per certi versi è anche più complicato. Malen è un giocatore importante, dell’Aston Villa e della nazionale olandese. Io l’ho voluto soprattutto per il ruolo: gli ho detto subito che per me deve giocare lì, in posizione centrale. Spesso veniva utilizzato largo, io invece penso che renda al massimo vicino alla porta. Non è obbligatorio avere un centravanti alto un metro e novanta per segnare”.
Su Totti
“Non siamo andati a cena, ma anche se fosse successo non ci sarebbe stato nulla di male. Non ne ho parlato con la società né con Ranieri. Posso solo dire che Totti è una risorsa enorme e un’opportunità importante per la Roma”.
Sull’obiettivo Champions
“La società e Ranieri hanno sempre parlato di un anno di costruzione, ma per me esiste solo un grande obiettivo: tornare in Champions. Io ho lasciato la Champions e mi manca. Non sono venuto qui per vivacchiare, sono venuto per costruire qualcosa di forte. I mercati fatti vanno in questa direzione”.
Sulla crescita della squadra
“Ho grande soddisfazione di questi ragazzi, per me sono straordinari. Anche in emergenza non abbiamo mai cercato alibi. La squadra è cresciuta in consapevolezza e presenza in campo. L’atteggiamento non è mai mancato ed è la base su cui costruire”.
Su centrocampo e alternative
“In mezzo abbiamo quattro giocatori che stanno facendo molto bene. Siamo coperti e con tanta qualità. Quando torneremo a giocare anche le coppe, avere queste soluzioni sarà un grande vantaggio”.
Su cosa aspettarsi dalla Cremonese
“Mi aspetto una partita difficile. Nel girone di ritorno tutte le gare diventano più complicate e i punti pesano tantissimo. Dipende molto da noi: se sbagliamo poco, per gli altri diventa dura”.



