La crescita della Roma non passa soltanto dai risultati sul campo. La proprietà Friedkin sta lavorando a un progetto molto più ampio, costruito su investimenti, sviluppo del settore giovanile, sostenibilità e soprattutto sul nuovo stadio di Pietralata, destinato nelle intenzioni del club a cambiare radicalmente la dimensione economica della società.
A spiegare la strategia è il CEO John Galantic, intervenuto sulle pagine de La Gazzetta dello Sport. Dall’arrivo dei Friedkin sarebbero già stati stanziati investimenti per circa un miliardo di euro, ai quali si aggiunge il progetto dello stadio da 1,3 miliardi.
Galantic: “Under 23 fondamentale, vogliamo produrre giocatori in casa”
La sostenibilità passa innanzitutto dalla costruzione interna del talento, evitando di dipendere esclusivamente dalle plusvalenze. «Abbiamo tre progetti: rinnovare le giovanili, grazie a gente come D’Amico e Margiotta. Poi l’altra tappa di crescita tra la Primavera e la prima squadra: l’Under 23 ci serve. E infine sinergie con la squadra di Cannes, che è nel mercato più ricco di talenti. Ogni anno vogliamo mettere nuovi giocatori sviluppati in casa per crescere e avere un modello sostenibile». Un percorso già visibile attraverso la crescita di calciatori come Emanuele Lulli e Niccolò Pisilli, diventati parte integrante della prima squadra.
“Fra quattro anni lo stadio cambierà tutto”
Il vero salto, però, dovrebbe arrivare con il nuovo impianto. La Roma punta alla posa della prima pietra entro marzo 2027 e stima che, nella prima stagione a pieno regime, lo stadio possa generare un incremento degli incassi del 245% rispetto al 2025, senza considerare eventuali nuove sponsorizzazioni: «Fra quattro anni lo stadio cambierà tutto, alza il fatturato e ci permette di fare un salto sportivo ed economico molto importante. È uno stadio concepito per i tifosi».
Galantic sottolinea anche la differenza rispetto all’attuale casa giallorossa: «L’Olimpico è bello e pieno di ricordi ma non è fatto per il calcio. Abbiamo studiato diversi elementi entusiasmanti. Immaginiamo la Curva Sud più unita, sarà tanta roba». Infine un passaggio sulla proprietà: «I Friedkin lo hanno fatto in silenzio, con i fatti e con investimenti. Ogni tanto il silenzio è d’oro e funziona».









