ESCLUSIVA Tele Radio Stereo – Carrera: “La Roma a Torino può giocarsela, ero sicuro che Gasp avrebbe fatto un buon lavoro”

Massimo Carrera, ex difensore della Juventus e oggi allenatore, con un passato anche sulla panchina bianconera, è intervenuto in esclusiva a Tele Radio Stereo 92.7 a poche ore dal big-match che la Roma giocherà allo Stadium. Queste le sue parole:

Come vedeva la Juventus da avversario e come invece da bianconero?
Quando eravamo a Bari lottavamo per rimanere in Serie A, il focus era su di noi, mentre alla Juve eri praticamente obbligato a vincere. Gli obiettivi erano altri, la differenza principale era quella“.

Pensa che Gasperini a Torino avrebbe avuto l’anno di “rodaggio” che sta vivendo qui a Roma?
Dipende sempre dai programmi che si fanno. Sicuramente per costruire un ciclo vincente con un allenatore nuovo serve avere pazienza, che purtroppo nel calcio non c’è. Quando programmi bene e c’è un progetto valido puoi anche permetterti dei passi falsi“.

Che progetto è quello della Juve, invece?
Non si è ancora capito. Si pensava dovesse essere con Tudor, poi invece è arrivato Spalletti e nel futuro non si sa neanche se rimarrà… Tutto molto difficile da capire. La Juve oggi non ha la rosa per vincere il campionato, sicuramente può arrivare tra le prime 6-7“.

Che partita si aspetta da Juventus-Roma?
Sicuramente Gasperini lo sa meglio di me, ma il suo gioco lo conosciamo e non è fatto di attesa. Le squadre di Gasp fanno la partita e aggrediscono alto, difficilmente cambierà il suo modo di fare rinnegando il suo credo. La Roma può giocarsela, lo ha dimostrato ampiamente in questo inizio di campionato: è una squadra in forma, da tenere sotto la lente d’ingrandimento perché è diventata una grande squadra e fa ciò che vuole“.

Si aspettava un impatto del genere di Gasperini?
Nessuno ci credeva, ma conoscendo come è Gasperini pensavo avrebbe fatto un buon lavoro. Magari non ce lo si aspettava così velocemente, ma il gruppo ha reagito bene e penso che abbiano fatto un ottimo inizio di campionato“.

Perché nel calcio si preferisce sempre più spesso la difesa a 3?
Ora è diventata un po’ una moda, ma dipende dalle scelte dell’allenatore e dei giocatori che ha a disposizione. I moduli si “leggono” sui tabellini, ma nel calcio moderno tutti fanno tutto e quindi anche schematizzare un sistema di gioco è difficile perché può variare in base alle fasi della partita. Io ho sempre preferito avere un difensore forte che sapesse difendere per non prendere gol, non mi interessa avere un giocatore che può anche inserirsi o impostare. La specializzazione è importante, nel calcio di oggi si gioca tanto uomo contro uomo ma nessuno sa difendere né fare dribbling“.

Da juventino, che ricordi ha delle partite contro la Roma?
Era una partita di livello, di cartello, tra squadre importanti che si giocavano il campionato. Erano sempre sfide in cui bisognava avere tanta pazienza calcistica, erano squadre con giocatori importanti. Il calciatore romanista più antipatico? In campo sono tutti antipatici perché sono avversari, mentre ce ne sono stati tanti che sul rettangolo verde mi hanno dato fastidio. Quando ero a Bari ho marcato anche Völler, era fortissimo“.

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