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ESCLUSIVA Tele Radio Stereo – Calori: “All’Udinese manca continuità, la Roma di Gasp è bella da vedere. Ghilardi? Gran difensore”

Alessandro Calori, ex capitano e bandiera dell’Udinese, oggi allenatore, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Tele Radio Stereo 92.7 in vista della partita che vedrà la Roma di scena domani al BluEnergy Stadium. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Che idea si è fatto della Roma di Gasperini?
E’ una squadra dinamica, con un tipo di gioco che la sta portando all’idea di calcio che vuole Gasperini. Quando sta bene è bello vedere le partite della Roma, ti dà un senso di energia. Anche i giovani si sono inseriti bene. Ghilardi è un gran difensore e sta prendendo il ritmo di un giocatore importante. Qualche leggerezza ci può stare, fa parte del percorso. Oggi è difficile trovare difensori veri, lui mi sembra esserlo: ovviamente poi c’è un percorso da seguire. Sicuramente la Roma è una squadra che sta prendendo il ritmo del suo allenatore“.

Si aspettava un impatto così importante?
Anche qui si vede l’esperienza di Ranieri nell’individuarlo e di dargli la possibilità di inserirsi, è stata un’ottima premessa. Gasperini ha fatto tanto in carriera ed è cresciuto tantissimo, ha bisogno di trovare il suo mondo e il suo modo di allenare. E’ stato accolto bene fin da subito e si è inserito con facilità, il calcio della Roma piace alla gente e questo è l’importante“.

Che cosa ne pensa invece dell’Udinese?
Non hanno ancora trovato un senso di costanza, una continuità. E’ una squadra con aspetti fisici importanti, per scelta della società. Spesso il club individua giocatori che non conosce nessuno, ma poi emergono. Atta ha grande qualità, Davis ha fisicità, Solet individualmente è un difensore forte e stessa cosa vale per Kristensen. E’ una squadra di prospettiva, che negli ultimi due anni ha fatto uno step di crescita in più ma non lotta ancora per l’alta classifica“.

Come mai, negli ultimi anni, i friulani rimangono nel limbo di metà classifica?
L’Udinese se ha giocatori importanti fa fatica a trattenerli, è una filosofia che ha sempre avuto. Ora sta ricercando un campionato di livello un po’ più alto che però non ha ancora basi solide per l’alta classifica. Quando ci sono giocatori importanti spesso vengono venduti subito e trovarne altri dello stesso livello non è facilissimo“.

Perché oggi la difesa a 3 convince di più?
Il calcio segue la moda, in generale. Ora si gioca un calcio più basato sugli spazi che sul sistema. Gasperini ha fatto tornare in auge un modello che esisteva già prima. Spesso ora si vedono i difensori rubare palla e diventare centrocampisti, aggiungendosi alla fase offensiva. C’è un’evoluzione. Oggi la difesa a tre viene ricercata perché spesso hai tre uomini dietro che ti danno garanzie e puoi aggiungere un centrocampista o un trequartista nella fase propositiva dell’azione. Sono comunque situazioni che secondo me seguono i momenti, sia in Europa sia in Italia. Noi la difesa a tre la facevamo sia con Zaccheroni che con Trapattoni: con il primo spesso giocavamo a tre uomo contro uomo, una cosa di base esaltante per il confronto tra difensore e attaccante ma se poi prendi le imbarcate… Nel calcio, comunque, non si inventa niente“.

Parlando di difensori, che cosa ne pensa di Mancini?
Mancini come caratteristiche è molto simile a Materazzi, con cui ho giocato. E’ un marcatore di quelli che non molla mai e quindi anche la gente si rivede in lui. Il campione, però, è un gradino più su. Non vorrei esagerare e mettere pressione a Ghilardi, è ancora presto, ma in lui vedo qualcosa di più: è la tipologia del difensore che può diventare forte, ha fisicità e forza ma anche progressione. Ho notato Ziolkowski, anche lui fisicamente è un giocatore interessante ma è un pochino più distratto: ha ugualmente le caratteristiche del buon difensore“.

La Roma ha qualche chance in più rispetto alla Juventus per il quarto posto?
Se la giocheranno loro due. La Juve ora ha trovato la sua quadra con Spalletti, poi i piazzamenti dipenderanno anche dal percorso e dagli eventuali infortuni che possono capitare“.

Tra i tanti allenatori avuti, c’è stato Carlo Mazzone. Gli facevate qualche scherzo?
Non era facile, si arrabbiava (ride, ndr). Per me è stato un piacere stare 3 anni con lui, diciamo che ne sono capitate abbastanza: come, ad esempio, quella corsa verso la curva dell’Atalanta oppure a Perugia. Una volta, a Lecce, gli feci notare che quando scendeva dal pullman saltava gli scalini con una gamba sola. Mi disse ‘Ao, ma te li ca**i tuoi nun te li fai mai??!!!’ (ride, ndr)“.

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