Artem Dovbyk torna a parlare della sua esperienza alla Roma. L’attaccante ucraino, trasferitosi in prestito al Bologna in prestito, ha raccontato a La Repubblica le difficoltà vissute nell’ultima stagione in giallorosso, dal poco spazio trovato con Gian Piero Gasperini all’infortunio che ne ha ulteriormente condizionato l’annata. Ora, in Emilia, l’ex Girona vuole ritrovare soprattutto la fiducia e il piacere di giocare.
Dovbyk: «A Roma giocavo sempre meno e non mi divertivo più»
In Emilia si rivedrà la miglior versione di Dovbyk?
«In Italia non l’avete ancora vista, ma spero e credo presto la riuscirò a mostrare anche qui, ora sento di poter tornare a divertirmi col calcio. Quando la gente crede in te, è tutto diverso. Qui sto ritrovando quell’emozione, per il Bologna mi sento importante. Voglio godermela e ripagare di questo il club e i miei nuovi compagni».
A Roma non sentiva più fiducia?
«La scorsa stagione è stata difficile, per l’infortunio, certo, ma quello è arrivato dopo. Finito il ritiro la Roma mi ha detto di andare altrove a cercare minuti, ma non c’è stato tempo. Sono stato molto vicino al Milan, ma mancavano tre giorni alla fine del mercato e non ci fu tempo. Sono rimasto, provando a convincere l’allenatore di meritare più spazio, ma ho iniziato la stagione giocando poco e mi hanno fatto capire che sarei stato l’attaccante di riserva. Mi stavo preparando per un’annata lunga, da protagonista, ed è stato difficile realizzare che così non sarebbe stato. Giocavo sempre meno e non mi divertivo più. Poi mi sono infortunato. Insomma, è capitato di tutto e ora voglio solo giocare e godermi il campo».
«Alla Roma tanta pressione, l’errore non è un’opzione»
Il gioco della Roma invece la penalizzava?
«Anche a Roma c’erano giocatori fantastici nel ruolo, come Dybala, Soulé, El Shaarawy. Ma giocare là è diverso, c’è tanta pressione, l’errore non è un’opzione. Magari in una partita mi capitava una sola occasione, e se non la segnavo era finita. Sono passati tanti allenatori, e pure nel club è cambiato molto e dal campo per me era difficile capire tutto questo. Diversi di noi non hanno potuto dare il meglio. Persino uno come Dybala ha avuto difficoltà».
Fonte: La Repubblica





