Malen è il colpo di gennaio. indiscutibilmente. E forse assieme a Modric e Rabiot è l’acquisto migliore delle due sessioni di mercato 2025-26. Sentenza affrettata perché sta in Italia da meno di un mese? Cinque indizi fanno due prove, forse anche tre prove. Chi segue il calcio internazionale non poteva avere dubbi. Malen non sarebbe titolare del Real o del Bayern ma nella Roma fa la differenza. Fa la differenza nel calcio italiano in generale, perché tolta l’Inter che ha in Lautaro e Thuram una coppia affiatata e di alto livello, Malen sarebbe titolare nella Juventus, nel Milan, nell’Atalanta, nella Lazio, nel Como, nell’Atalanta e nel Bologna. A Firenze sarebbe capitano della squadra e sindaco della città.
Malen ha bisogno di supporto
Ma guai a sedersi. Malen ha bisogno di supporto. Non solo inteso come palloni da scagliare nella porta avversaria, come accaduto contro il Napoli quando la squadra lo ha sempre cercato fino a quando è uscito. Malen deve essere supportato con una presa di coscienza dei compagni, perché alla Roma mancano terribilmente i gol degli altri.
Gli attaccanti che non incidono
Soulé fra pubalgia e stanchezza sta tirando il fiato. Dopo essersi caricato il peso della prima linea nel girone di andata. Velo pietoso su Dovbyk e Ferguson, comparse claudicanti. El Shaarawy è irrimediabilmente nella fase discendente della carriera. Dybala è da testa o croce. Testa gioca e può deliziare, croce sta fuori un mese. Zaragoza può essere utile ma non si possono chiedere a lui i gol.
Giovani, prospettive e limiti offensivi
Vaz ieri ha dimostrato perché Gasperini lo vede in prospettiva. Acerbo, per fargli un complimento. A Venturino si possono chiedere spunti ma non prolificità sotto porta. Pellegrini se giocasse sempre contro la Lazio sarebbe scarpa d’oro ogni anno.
La necessità di gol dal centrocampo
La Roma ha bisogno, di conseguenza, dei gol frutto di inserimenti. Tipo quelli di Pisilli contro lo Stoccarda. Non si possono basare le vittorie soltanto sulle super prestazioni di Malen. Deve iniziare a fare gol El Aynaoui, centellinato da quando è tornato dalla Coppa d’Africa, ma abbastanza timido quando è subentrato al Maradona, che in Francia ha dimostrato di avere dimestichezza sotto porta. Servono i colpi di testa e i tiri da fuori di Cristante. Di Kone, che prima dello stop stava migliorando in fase realizzativa. E se possibile i gol dei difensori.
La corsa Champions e la gestione di Malen
C’è una guerra da combattere con la Juventus e con il Napoli. Tre squadre per due posti, dovendo tenere a debita distanza Atalanta e Como. Malen è extra size. E fanno tenerezza gli stolti che ancora credono che sia un esterno che è stato adattato a punta centrale. Malen è un bomber. Ma serve anche altro. Per questo Gasperini lo toglie dal campo. Perché Malen fin quando la Roma non trova con continuità gol alternativi, deve essere messo sotto formalina. In una campana di vetro. Senza i suoi gol, da metà gennaio in poi, la Roma forse starebbe oggi sotto all’Atalanta e al Como. Per l’eccellente lavoro di Gasperini, serve un supporto diverso. In fretta. Il quarto posto non è un’utopia.



